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Dietro le quinte

Milan, Pablo Dana: l'uomo dietro all'intesa tra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol spiega come è nato l'affare

Milan, Pablo Dana: l'uomo dietro all'intesa tra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol spiega come è nato l'affare

Dietro all'accordo tra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol per il passaggio del 48% del Milan c'è un uomo, un banchiere, il grande manovratore che ha favorito l'intesa tra il Cav e gli asiatici. Si chiama Pablo Dana, ha 48 anni, nato a Ferrara e trapiantato a Dubai, una lunga carriera nel mondo della finanza e in Publitatlia e Fininvest. L'uomo, ora, si confessa a Repubblica, e spiega come è andato l'affare: "Fabio Cannavaro, mio socio in GLS, la Lega che organizza partite tra leggende del calcio in Asia, mi ha chiesto uno sponsor. Il mio importante cliente Bee Taechaubol ha finanziato il primo evento a Bangkok, un grande successo. Di fronte al suo entusiasmo per il calcio, Cannavaro gli ha buttato lì: perché non compri il Napoli? Ma lui sapeva che in vendita c'era il Milan. Così siamo andati dritti da Berlusconi, senza filtri. E' stato il segreto della trattativa", spiega. Una trattativa, dunque, in cui ha avuto un ruolo anche Fabio Cannavaro, lo stesso Cannavaro che, si sussurra da tempo, potrebbe trovare un importante incarico in rossonero.

Soldi e mercato - Sulla valutazione data da Mr Bee al Milan, ben superiore ai 700 milioni di euro stimati da Forbes, Dana spiega: "Contano la strategia futura e le potenzialità straordinarie del marchio, non i parametri del bilancio". E perché Bee dovrebbe accontentarsi della minoranza? "L'interesse di Bee - prosegue -, con la sua cordata garantita da banche e investitori forti, è ottenere successi concreti, non fare parole. Le decisioni verranno prese con Fininvest. E se la strategia di sviluppo si rivelerà corretta, la nostra posizione si rafforzerà nel tempo". Infine, sul mercato, spiega: "Servono 120 milioni? La cifra non la so, ma Berlusconi non è fesso: non può continuare a buttare soldi a fondo perduto. Se ha accettato di fare un passo così enorme, è perché gli abbiamo fatto tornare fiducia ed entusiasmo". Dunque, il banchiere conclude: "Verremo giudicati dai fatti e sorpattutto dai tifosi. Il nostro slogan è: il Milan è dei suoi tifosi". O dei thailandesi...

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