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L'intervista

L'ex presidente dell'Inter Moratti spende solo belle parole verso Thohir

L'ex presidente dell'Inter Moratti spende solo belle parole verso Thohir

L'ex presidente neroazzurro Massimo Moratti dopo mesi di silenzio accetta di parlare alla Gazzetta dello Sport della sua amata Inter e del nuovo presidente indonesiano Erik Thohir. "L’Inter deve tornare in Champions. Se poi lo farà vincendo lo scudetto, tanto meglio. Thohir sta costruendo una squadra per vincere", sono queste le parole con cui il Dottore sceglie di iniziare l'intervista. Ovviamente il periodo di calciomercato è in pieno svolgimento e non può non commentare subito il nuovo arrivo francese Kongdobia. Il centrocampista è un "Acquisto importantissimo per tutto. Per le esigenze della squadra, per permettere a Mancini di lavorare più tranquillo e per risvegliare l’ambiente, riportare entusiasmo". Addirittura più importante del mai arrivato Yaya Touré: "Certamente sì. Per una questione di ingaggio più basso e di età. Touré era più esperto, lui sarà spinto dai tifosi e crescerà con la squadra. Ha scelto l’Inter perché ci ha visto il progetto giusto per fare insieme il salto di qualità". Un acquisto importante voluto dall'allenatore Mancini: "Uno come lui capisce subito se un giocatore ha classe o meno ed è utile alla squadra".

Il rapporto con Thohir - L'attuale presidente prende sul serio il giudizio di Moratti tanto che prima di ogni decisione compone sempre il suo numero al telefono: "Il merito è tutto di Thohir. In una delle nostre telefonate mi ha chiesto se io lo avrei preso. Gli ho detto di sì". E alle provocazioni di Berlusconi in cui diceva che non avrebbe allestito un Inter forte, Moratti si dice meravigliato per il comportamento dell'indonesiano: "A volte resto stupefatto e ammirato per come reagisce con grande calma a certi attacchi e insulti. Però poi da buon orientale sa anche costruire con freddezza la sua risposta...". Una rivincita verso il'altra sponda di Milano servita sulla campagna acquisti che ha suscitato nell'ambiente una felicità straordinaria: "La soddisfazione doppia non è legata al volere il loro male, ma al fatto che in città ci si guarda sempre con occhi particolari".

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