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Calciomercato, record di spese per i difensori: 600 milioni. Da Darmian a Romagnoli, anche l'Italia si adegua

Da Darmian a Romagnoli: anche la Serie A partecipa alla corsa ai difensori

Un mercato folle quello di quest'anno, con prezzi di cartellino esorbitanti e ingaggi faraonici, non solo per i maggiori campionati quali sono la Premier e la Liga, ma anche, come è stato fatto notare nei giorni scorsi, per la Serie A. In particolare, questa finestra estiva ha visto protagonisti giocatori che in passato le società erano abituate a pagare non più di 10-12 milioni, se non in casi eccezionali dove i presidenti arrivavano a sborsare anche 30 milioni per ingaggiare dei veri fenomeni che avevano già dimostrato il loro valore indiscusso: stiamo parlando dei difensori, guerrieri chiamati a combattere per la propria squadra, da cui spesso dipende l'esito delle partite. Un ruolo importante, certamente, ma oggi eccessivamente valorizzato economicamente. Quella che è stata ribattezzata come la "pazza corsa ai difensori" può trovare un punto di origine che risale alla stagione scorsa, quando il PSG dello sceicco Al-Khelaifi aveva trovato l'accordo con il Chelsea per l'acquisto a titolo definitivo del centrale David Luiz alla cifra record di 50 milioni di sterline, numeri che rendono il brasiliano il difensore più pagato della storia.

La storia sembra ripetersi a distanza di un anno, anzi sembra diventare una vera e propria moda, dal momento che i dodici colpi difensivi più cari di questo mercato europeo, a partire dai 12 milioni investiti dal Tottenham per Alderweireld ai 45 con cui il City ha convinto il Valencia alla cessione di Otamendi (terzo difensore più pagato di sempre), hanno mosso una cifra vicina ai 300 milioni di euro totali. Tanto per citare qualche esempio, basta ricordare il primo colpo delle nuove Merengues di Rafa Benitez, ovvero Danilo, terzino destro ex Porto pagato 31,5 milioni, oppure i casi dei vari Baba (al Chelsea per 30 milioni) e Kurzawa (volato a Parigi per 25).

Ma la folle corsa ai difensori ha contagiato anche la nostra Serie A, campionato dove i club sono abituati a spese non eccezionali per i riforzi in difesa. In Italia, infatti, tutto è partito con il Torino del patron Cairo che si è visto costretto a lasciar partire uno dei giovani azzurri più promettenti, Matteo Darmian, di fronte all'offerta di 20 milioni presentata dal Manchester United; per la difesa granata, peraltro, molto positiva nella scorsa stagione, il presidente ha respinto anche gli assalti di due big del nostro campionato, Roma e Napoli, rispettivamente per Bruno Peres (valutato circa 15 milioni) e Maksimovic (20 milioni). In seguito si è resa protagonista la Fiorentina, che nell'operazione con l'Atletico Madrid per portare in Viola Mario Suarez, ha ricavato 25 milioni dalla cessione di Savic ai Colchoneros. Infine, la Juventus a metà agosto è riuscita nell'ingaggio dell'altro terzino ex Porto, Alex Sandro, per 26 milioni di euro, mentre il Milan ha deciso di accontentare Mihajlovic e di portare a Milano un suo pupillo, il giovane Romagnoli (25 più bonus).


Un'estate da record, dunque, che ha visto il calciomercato europeo sborsare 600 milioni in totale per i difensori e provocare come non era mai successo quella che ormai è diventata una scatenata corsa.

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