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La seconda voce della Nazionale

Trapattoni, commentatore contestato: "Le opinioni dei critici? Sono come le palle"

Trapattoni, commentatore  contestato:


In attesa di una panchina, perché questo giovanotto di 76 anni non ha alcuna intenzione di smettere, Giovanni Trapattoni chiude con due vittorie la sua prima due giorni in veste di commentatore Rai dell' Italia e stra-premiato dallo share, 29.87%.
Mister, la Nazionale è più comodo osservarla in tv o dalla panchina a bordo campo?
"Beh, se mi parli di panchina azzurra glisso, anche perché sopra c' è un mio allievo. Certo, guardarla in tv è restrittivo".

Che voto si dà come commentatore?

"Un "5 meno", perché non è il mio mestiere".

È severissimo.

"Cerco solo di raccontare quello che vedo, osservare e non criticare".

Eppure qualcuno dopo Malta si è lamentato per tutti quei suoi «molto bene».

"Credo che non sia questione di essere superficiali o piacevoli. Sono state due partite molto difficili, dopo Malta sul piano mentale la Bulgaria era complicata perché loro sono sempre agguerriti. Guarda, io faccio l' allenatore e so che quando ci sono situazioni di questo genere, ti dico una volgarità, le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue. E quindi se qualche vostro collega scrive questo non me ne importa più di tanto".

Qualcuno si aspettava qualche iperbole "alla Trap"...

"Se pensate al famoso gatto nel sacco allora sì, contro la Bulgaria ce n' è voluta per mettercelo. Però non è che perché noi ci chiamamo Italia dobbiamo sottovalutare il panorama europeo. Oggi anche sulla costa asiatica ci sono squadre in grado di metterci in difficoltà. Il calcio si è evoluto ed è sempre stato un fenomeno di momenti generazionali, ora abbiamo una squadra che tutto sommato si comporta bene e che ci porta la qualificazione: con i giocatori che ha, io da collega ho fatto i complimenti e ho abbracciato Conte dopo la partita".

Il Conte che lei ha lanciato nel '91 alla Juve è sempre lo stesso?

"È molto più responsabile, per il ruolo che ha. Come calciatore è sempre stato diligente e oggi cammina con le sue gambe. Io ho avuto tutti giocatori che oggi allenano, anche lo stesso Allegri: è gente che si è fatta la propria personalità, che ha girato. Sono tutti maturi, Conte si districa bene anche sul piano della dialettica e dell' informazione".

Era una testa matta?

"No, no, ce n' erano altri più estrosi. Lui è sempre stato uno che capisce bene la psicologia dei compagni e dei ragazzi. Basta vedere come si sono abbracciati dopo il gol".


Trap buon maestro.


"Bah, non penso che dipenda tutto da me. Sicuramente dentro lo spogliatoio porta avanti una "comunicazione" che lo premia. Anche io mi sono sempre comportato così, davo spiegazioni ai ragazzi, "ecco perché non giochi", "ecco perché ti cambio in un certo momento". Conte è su questa falsariga ed è molto supportato dal gruppo". 

A proposito di potenziali avvicendamenti, per Pirlo e Verratti si prepara una staffetta?
"Credo che Antonio non farà a meno di nessuno dei due. Staffetta potremmo chiamarla in base alle situazioni. Pirlo ha esperienza e può essere elemento di ragionamento, un direttore orchestra; Verratti un fattore dinamico, incisivo. Conte valuterà in base agli avversari".

La sua ricetta per guarire l' attacco sterile, sciupone?

"Più che sciupone sono stati sfigati, con la Bulgaria sono andati vicino alla rete almeno 4/5 volte. Tutto sommato abbiamo creato, loro hanno scelto di non aprirsi e ci hanno reso le cose più difficili".

Possiamo dire che ormai siamo agli Europei?

"No, ma sarebbe una follia non qualificarci, a questo punto".

Con questa Italia che prospettive ci sono?

"Questa è la nostra squadra, da qui all' Europeo ci sarà spazio e tempo per recuperare. Troveremo nazionali che daranno il 110% e dovremo saper giocare alla pari. Se vedi gli inglesi o i tedeschi, hanno l' abitudine di provare a tirare da fuori, comunque. Noi invece vogliamo sempre entrare nei sedici metri".

Secondo Zeman. Italia-Malta era da «vietare ai bambini»...

"Lui è sempre stato un cultore dello spettacolo, conosco il suo modo di esprimersi e poi basta guardare le sue squadre. Io ritengo che la volontà di provare a fare qualcosa sia l' aspetto fondamentale, anche se poi non viene. Non tutte le ciambelle riescono con il buco".

Chi le è piaciuto di più?

"La personalità dei più giovani, e pure El Shaarawy, spregiudicato".

Ha fatto bene lasciare il Milan?

"Aveva fatto buone prestazioni anche qua, però continuando a giocare acquisterà più personalità".

Quella personalità che manca alla nuova Juve?

"La Juve non deve temere nulla, se non altri infortuni gravi: per il resto sapete che non è abituata a mollare"

Tommaso Lorenzini

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Commenti all'articolo

  • otbgroup

    09 Settembre 2015 - 11:11

    Che tristezza: un quotidiano che deve fare Click Baiting. Mamma mia. Pubblicità anni '20.

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