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Derby, le previsioni di Javier Zanetti: "Io scommetto che..."

Derby, le previsioni di Javier Zanetti: "Io scommetto che..."

«I muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano» come cantava De Gregori, adesso sono nascosti sotto un elegante completo blu scuro. Ma, anche oggi che fa il vicepresidente, Javier Zanetti ha sempre il portamento del Capitano, con la C maiuscola. E di derby, come quello che andrà in scena domenica, se ne intende, eccome, avendone giocati 47.
Javier, arrivate alla stracittadina da primi della classe.
«Fa piacere essere primi ma mancano 36 giornate».

Il gap con la Juve è colmato?
«Si riprenderanno, ne sono sicuro. Noi però non dobbiamo guardare la Juve, dobbiamo guardare il nostro campionato».

Sarà l' anno della rinascita milanese?
«Lo spero, entrambe hanno voglia di tornare a lottare per qualcosa di importante».

Com' è il derby dalla tribuna?
«C' è più tensione, perché da fuori si può fare poco. Si vive come la vivono i tifosi, con grande voglia che arrivi domenica».

Era in campo nell' ultima vittoria dell' Inter, 1-0 nel dicembre 2013. Non è che per tornare a vincere deve rimettere lei le scarpette?
«Spero di no (ride, ndr). Servirà umiltà».

L' umiltà può trasformarsi in paura di perdere?
«Nel derby l' unico pensiero è vincere».

Che effetto le fa vedere Mihajlovic al Milan?
«È sicuramente strano, perché con Sinisa abbiamo vissuto dei grandi momenti insieme, ora però difendiamo due colori diversi».

Spiace di più Balotelli o Mihajlovic in rossonero?
«Ognuno fa le sue scelte. Per Mario è un' altra grande opportunità, ma deve tirar fuori qualcosa di suo».

C' è stata la possibilità di rivederlo all' Inter?
«Non ci abbiamo mai pensato».

Chi temete di più?
«Bacca, un grande attaccante, così come Luiz Adriano. Due da guardare con grande attenzione».

Un suo ricordo del derby?
«Il mio primo Inter-Milan (29 ottobre 1995, 1-1, gol di Paganin e Savicevic, ndr), minuto 89, entro in area, dribblo Baresi e cado, mi ha fatto fallo. Lo guardo, guardo l' arbitro, figuriamoci se mi dà rigore. Allora gli chiedo scusa e torno a correre».

Sente più la rivalità con Juve o Milan?
«C' è grande rivalità con entrambi, ma il derby è il derby».

L' Inter è favorita?
«In queste partite non ci sono favoriti, anche se vieni da un momento positivo questo non vuol dire nulla».

Ormai il famoso "clan argentino" non c' è più. Ma, vista la fragilità dello spogliatoio, forse sarebbe tornato utile.
«Da fuori si possono dire tantissime cose, ma mai abbiamo avuto interessi personali, anzi».

La "sua" fascia di capitano è passata da Ranocchia a Icardi. Cosa ne pensa?
«Andrea in questo inizio non sta giocando ma il capitano è lui. La scelta di Icardi è stata fatta per puntare su un ragazzo che ha dimostrato di voler bene a questa società. Andrea si deve comunque sentire importante, perché non si è capitano solo quando si gioca».

Si aspettava Jovetic subito decisivo?
«Sì, è arrivato con grande entusiasmo, in qualsiasi momento ti può inventare qualcosa».

Il rapporto con Thohir?
«È buono, è sempre più appassionato. Lo sento sempre su whatsapp dopo le partite, non lo chiamo perché staremmo al telefono per ore».

Con l' inglese come va?
«Riesco a capire quasi tutto ed è un passo importante (ride ndr)».

Milan e Inter possono permettersi un altro anno fuori dall' Europa?
«Sono nate per stare nelle coppe. Faremo di tutto per tornarci».

È pronto a scommettere sulle due milanesi in Champions l' anno prossimo?
«Io per il Milan non scommetto (ride, ndr), anche perché non conosco la loro situazione. Per noi però sì. L' obiettivo è quello, i presupposti ci sono».

Quanto si sente milanese?
«Dopo 20 anni al 100%».

Andrà nello spogliatoio prima della partita?
«Certo, come sempre. Saluto tutti, parlo, li tranquillizzo. In panchina lascio Dejan (Stankovic, ndr)».

Ultima domanda: chi vince?
«Non faccio pronostici, poi succede sempre il contrario. Ma sono fiducioso...».

di Matteo Spaziante

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