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Guerra totale

Ferrari, Sergio Marchionne: "Il tetto ai costi di Jean Todt un concetto osceno"

Sergio Marchionne

Al Mugello, domenica, c'erano 50mila persone. Tre volte tanto rispetto all'affluenza attesa per le finali del mondiale del monomarca Ferrari. Ad attirarli, la presenza in pista di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, ma soprattutto i maxi-schermi sui quali è stata trasmessa l'amara gara di Valencia dell MotoGp. Nonostante la delusione per Valentino Rossi, in casa Ferrari c'era aria di festa. Una festa alla quale ha preso parte il presidente, Sergio Marchionne, che ha spiegato di aspettarsi "una grande stagione" il prossimo anno. Marchionne ha aggiunto: "I risultati fino adesso, considerando da dove siamo partiti, dimostrano che abbiamo fatto enormi passi in avanti. Ho fiducia nella nuova vettura, vedrete a marzo quando inizierà a correre".

Le parole più dure, però, sono quelle riservate a Jean Todt, presidente della Fia e vecchio team principal della Ferrari, che ha aspramente criticato in pubblico il diritto di veto esercitato dalla Ferrari contro il tetto economico alle forniture di motori ai team minori. Marchionne spara: "La nostra posizione è di una chiarezza incredibile e cercare di illuderci che sia la Fia sia la Fom possano passare ai costruttori l'obbligo, l'impegno e l'onere economico di finanziare altre squadre è è un concetto assolutamente osceno e al di fuori di ogni logica industriale". E ancora, il presidente Ferrari aggiunge: "L'idea che abbiamo un obbligo morale di dare le power unit la trovo veramente ai limiti. Se sapeste quale è lo sforzo finanziario della Ferrari per lo sviluppo, i costi di cui si è parlato non coprono nulla". Parole durissimi, quelle del presidente, ormai ufficialmente in guerra con i vertici dell'automobilismo mondiale.

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