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Minacce di morte al club di serie A. I dirigenti si arrendono: le reazioni

Minacce di morte al club di serie A. I dirigenti si arrendono: le reazioni

Game Over è la scritta comparsa sulla pagina Facebook dello Sporting Locri, la società di serie A di calcio a 5 femminile da mesi obiettivo di minacce di morte anonime. I dirigenti hanno deciso di cedere la squadra a costo zero pur di non esporre più le proprie famiglie ai pericoli emersi da una serie di biglietti ritrovati sui parabrezza delle loro automobili. Il più grave lo scorso due giorni prima di Natale, quando il presidente Ferdinando Armeni ha subito una minaccia diretta al figlio di tre anni. "Non ci sono più le condizioni - ha detto il dirigente all'Huffingtonpost -  Ho costruito con sacrifici questa squadra, un vanto per Locri e per l'intera regione. Non so chi c’è dietro queste minacce e non capisco cosa si voglia ottenere con la chiusura della società". Le minacce hanno una chiara impronta mafiosa, ma Armeni non vuole parlare di 'ndrangheta: "Sono sciacalli dementi che hanno rovinato tutto".

Reazioni - A far sentire "Vergogna, porteremo a Locri le azzurre del calcio a cinque per testimoniare la nostra solidarietà". Carlo Tavecchio esprime via Ansa il suo sdegno per le minacce che hanno costretto la società femminile della cittadina calabrese a dare l'addio all'attività agonistica. "Il calcio italiano è unito contro la violenza e contro la vergogna di chi attraverso la minaccia non vuole si faccia sport, -prosegue il presidente della Federcalcio - esprimo massima solidarietà allo Sporting Locri, ai suoi dirigenti e alle sue tesserate, la Figc è al loro fianco. Andremo in Calabria con la Nazionale femminile di Calcio a 5 per testimoniare tutto il nostro sostegno affinché nel meridione d'Italia non si spenga una bella realtà di sport in rosa". Armeni ringrazia per il sostegno ma si dice sicuro della sua scelta e addirittura aggiunge "se qualcuno è disposto a rilevare la società la cedo gratis". Anche il presidente Coni Malagò esprime la sua solidarietà alla squadra femminile. "Lo sport italiano è al fianco della società e delle atlete che non devono assolutamente cedere a questi vergognosi gesti", dice. Il prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino ha disposto "adeguate misure di protezione" nei confronti della dirigenza dello Sporting Locri. Gli stessi dirigenti saranno sentiti nei prossimi giorni in sede di Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal Prefetto. Fabrizio Tonelli, si oppone alle minacce e dice: "Così no! Mi metto a disposizione della società e delle istituzioni per ogni iniziativa che permetta la prosecuzione dell'attività", dice. Tra i tanti attestati di solidarietà è giunto anche quello del presidente della LND Antonio Cosentino: "La Lega Nazionale Dilettanti esprime tutta la sua vicinanza alla società Sporting Locri, al suo presidente Ferdinando Armeni ed alle giocatrici. Il presidente LND chiede alle autorità competenti di fare luce al più presto sui fatti accaduti e lancia il suo appello a tutto il calcio italiano affinché si stringa al fianco dello Sporting Locri, dei suoi dirigenti e delle sue atlete". anche il vice capitano della formazione, Sara Brunello, si dice "delusa, indignata e amareggiata" per la decisione presa dopo le minacce. Lei spera ancora e il 10 gennaio a Locri è pronta a scendere in campo contro la Lazio.

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