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Addio mister Bee

Guai al Milan, Berlusconi si arrende. Cambia tutto: ecco cosa farà ora

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Guai al Milan, Berlusconi si arrende. Cambia tutto: ecco cosa farà ora

Silvio Berlusconi si sarebbe ormai rassegnato a spegnere la trentesima candelina come Presidente del Milan e con quella anche ogni speranza di portare a termine l'accordo da 480 milioni di euro con Bee Taechaubol. A riportarlo è Repubblica che attribuisce il tramonto della trattativa con il broker thailandese alla brusca frenata dei mercati internazionali, senza trascurare le inchieste sul calcio italiano della Procura di Milano che indaga sulla finanziaria di Lugano delegata alla transazione economica tra Bee e Fininvest.

Il piano - Mentre il Milan insegue il terzo posto in classifica e un biglietto per la Champions, nell'ultimo vertice di famiglia il Cav non si è fatto convincere a cedere la società, come richiederebbero i figli Marina e Pier Silvio, anche svalutandone il valore economico o accettando di stare in minoranza, come ha fatto per esempio Moratti per chiudere l'affare con l'indonesiano Thohir. Berlusconi mantiene salda la presa sulla presidenza milanista, ma a prezzo carissimo. Per la prossima stagione il budget non dovrà superare i 50 milioni di euro, non un centensimo di più. Sinisa Mihajlovic resterà sulla panchina rossonera con il compito di trasformare il Milan in un progetto autarchico che punti su talenti italiani, possibilmente del vivaio di casa, per massimizzare i profitti.

La società - Sembra ormai sfumato anche il piano per il nuovo stadio di proprietà, visto che mancano i 150 milioni necessari per la realizzazione. Resta la speranza di comprare San Siro in accordo con l'Inter, ma solo una volta eletto il nuovo sindaco di Milano. Ma la vera sfida per Berlusconi è riportare la pace tra i due Ad milanisti, anche se al momento le posizioni tra Adriano Galliani e Barbara Berlusconi sembrano sempre distantissime. Il primo mantiene tutto il potere sul mercato, la seconda stringe affari commerciali per la diffusione del marchio milanista. Ma i due lavorano su binari paralleli.

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Commenti all'articolo

  • wilegio

    wilegio

    05 Febbraio 2016 - 18:06

    In realtà lui lo sapeva da tempo che l'accordo non sarebbe mai andato in porto, ma ha sempre ritenuto opportuno, come ha fatto per la maggior parte della sua vita, prendere in giro tutti. Progetto autarchico? Auguri! Vedrai che bei risultati!

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  • anonimus1966

    05 Febbraio 2016 - 14:02

    prima il presidente povero era farina.con il ricco berlusconi dopo farina venne sacchi,e il milan aveva il grano di berlusconi.ora,molti anni dopo sacchi,nel sacco del berlusca scarseggia il grano.....e berlusconi sembra.....il vecchio presidente farina!il cerchio è chiuso.

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  • tontolomeo baschetti

    05 Febbraio 2016 - 14:02

    ferdi1512 - Non meravigliarti troppo, milioni di imbecilli stanno ancora aspettando il ponte sullo stretto e la riduzione delle tasse. Certo, ad alcuni è andata bene: papponi, mignotte e corrotti, stanno ancora festeggiando....

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