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La nuova SF16-H

Questa Ferrari ha tre grossi segreti. Dietro il giallo del big "rubato" ai tedeschi

Questa Ferrari ha tre grossi segreti. Dietro il giallo del big

L'entusiasmo degli uomini Ferrari durante la presentazione della nuova Rossa SF16-H ai meno attenti è sembrato il modo doveroso di una scuderia per stimolare ambiente e tifosi. Ma se il quattro campione del Mondo, Seb Vettel, si è sbilanciato a dire: "Ci stiamo preparando a una stagione grandiosa" è chiaro che sotto c'è altro. Quell'altro è proprio sotto il telo che nascondeva il nuovo attesissimo modello della Rossa, completamente rivoluzionato rispetto a quello del 2015. I primi dettagli emergono da un'indiscrezione della Gazzetta dello sport che sintetizza le novità vincenti della nuova Farrari in tre fondamentali dettagli.

Manettino - Le immagini in streaming non potevano mostrare il primo dettaglio, il "manettino", quel pulsantino che alla Mercedes ha permesso di centrare 37 pole su 38 gare lo scorso anno, grazie al pizzico di potenza in più ottenuto a richiesta soprattutto nelle qualificazioni. Dopo due anni di segreto, la Ferrari è arrivata a uno sviluppo proprio, grazie anche a una importante campagna acquisti nel team tecnico.

Combustione - Una volta risolto l'annoso problema della sospensione anteriore, con conseguente taglio nello staff tecnico di Nick Tombazis. Secondo la Gazzetta il muso è stato reso più corto, con un serio lavoro aerodinamico che riguarda pure le fiancate e retrotreno. Per farlo è stato necessario riposizionare molti organi del motore e queste modifiche hanno portato importanti novità nella combustione. Ora tutto avviene nella camera a scoppio del motore endotermico: riducendo i tempi di innesco, la Ferrari guadagna cavalli, così come aveva guadagnato la Mercedes, e il divario continua a ridursi.

Campagna acquisti - La formazione tecnica della Ferrari ha notevolmente cambiato faccia, tanto quanto la nuova Rossa. Dopo una furbissima partita a scacchi, la casa di Maranello ha portato con sé un tecnico austriaco, A.F., che in Mercedes ancora rimpiangono. I tedeschi erano fin troppo distratti ad accusare un altro tecnico passato con la Rossa, l'ex team leader nelle performance application, sospettato di aver rubato informazioni sensibili poco prima del passaggio di scuderia.

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