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Sogno la maratona di New York

Ho scoperto il running soltanto tre anni fa. Per me è una vera passione. La mia specialità sono i 10 km, ma un giorno correrò nella Grande Mela

Sogno la maratona di New York

La passione di Federica Fontana per la corsa è nata negli ultimi anni, dopo aver aperto il suo blog RunFedeRun nel 2013. Ma, nonostante ci si dedichi da non molto tempo, «passione» è il termine giusto per raccontare il suo rapporto con la corsa. Ha raccontato una volta che, «fino ai 33-34 anni non ero un’appassionata di running. Ma ho sempre fatto sport fin da piccola».

Il suo volto è legato a varie trasmissioni sportive: dal Processo del Lunedì di biscardiana memoria, a Guida al Campionato, da Pressing - Champions League a Controcampo - Diritto di replica. L’interesse per lo sport però non si è limitato soltanto al piccolo schermo. La presentatrice, nata a Monza, si allena tutti i giorni, lavoro permettendo. Una volta ha descritto la sua settimana tipo: «Il lunedì è dedicato al massaggio, il martedì pilates, il mercoledì vado a correre, il giovedì ho la lezione con il mio personal trainer, il venerdì faccio yoga, il sabato e la domenica faccio comunque sport tra golf e altro». E non contenta ha spiegato che: «Quando sono in vacanza, allora cambio. La corsa rimane sempre il mio jolly: mi infilo un paio di scarpe e vado, soprattutto quando sono al mare, perché quando sono in giro non mi piace andare nella palestra dell’albergo. Così vedo anche una città nuova, faccio la turista correndo ».

Che è anche poi stato il motivo per farla avvicinare a questo sport. Oltre a tutto questo è anche moglie e madre di due figli: «Noi donne abbiamo una marcia in più. Cerco di ritagliare sempre del tempoper me stessa», ha risposto chi le faceva notare che era una sorta di Wonder Woman. Il giovedì, però, da qualche tempo, deve rinunciare alla lezione con il personal trainer, perché va in onda la trasmissione Gol Collection - Tutto il calcio internazionale, la rubrica settimanale sul calcio estero e non solo, in onda ogni giovedì alle 23 su TV8, condotta assieme a Alessandro Bonan e Fayna. 

Con tutti gli impegni che ha, privati e professionali, perché ha aggiunto anche quello per la corsa? «Il running non è un impegno. Per me è una vera e propria passione nata tre anni fa, da quando ho aperto il mio blog». Ma un blog dà l’idea di immobilismo o comunque di sedentarietà.

Come si arriva alla corsa vera e propria? «Io sono sempre stata una sportiva e ho scoperto che la corsa potevo praticarla anche quando ero libera da impegni. Un modo per mantenermi in forma, senza chiedere troppo al mio corpo. Non amo molto chi cerca di andare oltre i propri limiti. Il mio obiettivo è anche divertirmi. Una volta ho anche creato un gruppo di runners con le mie amiche, proprio per correre assieme, ovviamente ognuna con i propri tempi e ritmi. Alcune erano scettiche,ma alla fine mi hanno ringraziato per quello che avevo fatto. Per me è stato solo un piacere». 

Se si potesse usare una parola per descrivere la sua settimana, si dovrebbe usare “organizzazione”... «Si è vero. I miei sette giorni sono molto intensi, ma io riesco a collegare tutto. È una mia caratteristica. Ci sono sempre riuscita e poi mi piace essere impegnata». 

Ha qualche atleta preferito o che l’ha ispirata per intraprendere questa disciplina? «Non sono proprio una fan di qualcuno in particolare. Anche perché a me il running piace più farlo che vederlo. Però da quando mi sono lanciata in questo sport ho conosciuto Stefano Baldini, il campione olimpico della maratona di Atene 2004. Insomma il top del top. Il massimo, si può dire, per chi corre. È stato un incontro piacevole, lui è anche molto simpatico. Un altro atleta che mi ha fatto piacere conoscere è il mio omonimo Daniel Fontana ». 

Il momento più esaltante di quando corre? «Premetto che io non ho mai concluso una maratona, anche se l’ho corsa.Mi sono fermata dopo 30 chilometri. Questo non vuol dire che in futuro non possa riprovarci. E comunque quando corro il momento migliore per me è quando inizio a intravedere i cartelli che mi indicano quanto manca alla fine...».

Ha delle corse preferite, dei percorsi che le piacciono di più? «Più che i luoghi ho un ricordo bello e particolare di quando ho corso e terminato i miei primi dieci chilometri, che poi è la distanza in assoluto che preferisco». Come mai? «Non sono una maratoneta. O comunque non lo sono ancora. Tra l’altro bisogna correrne massimo due l’anno e per farlo ci vuole un allenamento specifico e non indifferente. Certo non tutti quelli che praticano la 42 chilometri cercano il tempo record, ma per come sono fatta io il troppo stroppia (e gli scappa una risata, ndr). A me, per adesso, non interessa allungare. Non sono ancora allenata per tentare di fare una corsa del genere e non voglio chiedere troppo al mio corpo, anche se mi affascina l’idea». 

Quale è allora il suo obiettivo? «Migliorare il tempo della volta precedente. È un traguardo che cerco sempre di raggiungere:migliorarmi gara dopo gara». 

Da quello che ha raccontato sembra che a lei piaccia la corsa anche come elemento di unione. È così? «Si,mi piace anche un certo spirito goliardico e di aggregazione che si crea correndo assieme a chi conosci bene. A volte questo aspetto va anche a discapito del risultato sportivo. Ricordo, per esempio, una City Marathon a Milano corsa assieme a mio marito e a una coppia di nostri amici. Mentre correvo con loro ero anche al telefono con delle mie amiche e raccontavo il percorso che stavo facendo, i tempi e il mio stato fisico. Insomma non ero per nulla concentrata, ma va bene lo stesso» (e sorride una seconda volta,ndr). 

Ha un tipo di abbigliamento particolare che usa durante la corsa o in allenamento? «No, non porto neanche amuleti o portafortuna. Solo ultimamente uso delle calze particolari». Di che tipo? «A gambaletto». 

Ha un sogno, un desiderio legato alla corsa? «Un giorno riuscirò a partecipare alla maratona di New York. Una gara che mi affascina molto anche per il contesto in cui viene corsa. E poi mi piacerebbe fare anche quella di Londra. Anni fa ho corso una dieci chilometri nella capitale londinese e ne sono rimasta affascinata».

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