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L'autobiografia

Dudek, la confessione: "Dopo la Champions avrei voluto tirare un pugno a Rafa Benitez"

Dudek, la confessione:

Nel maggio 2005 è l'eroe dell'epica vittoria in Champions League contro il Milan: c'è la firma del portiere polacco Jerzy Dudek nell'incredibile successo ai rigori del Liverpool ad Atene. Pochi mesi dopo diventa la riserva del neoacquisto Pepe Reina, oggi al Napoli. Una retrocessione inspiegabile, assurda. Anche per questo Dudek avrebbe pensato di prendere a pugni il tecnico Rafa Benitez, l'uomo della Coppa. A rivelarlo è proprio l'ormai ex calciatore, un passato glorioso anche con Feyenoord e Real Madrid. La sua biografia A big pole in our goal è ricca di aneddoti, ma uno più degli altri colpisce l'immaginario dei tifosi: "Una voce nella mia testa lo suggeriva: è freddo e disumano, anche se un genio del calcio", scrive Dudek di Benitez, che dopo il Liverpool ha allenato anche Inter, Chelsea, Napoli e Real Madrid (senza la stessa fortuna). "Ho davvero pensato di dargli un pugno come mi suggeriva quella voce nella mia testa, ma poi ho pensato a quali conseguenze avrebbe avuto il mio gesto. Se lo avessi fatto non sarei andato al Real Madrid...".

"Non mi avrebbe mai fatto andare via" - Quando Dudek capisce che con Reina per lui non c'è più spazio, chiede di essere ceduto. Anche per questo mantiene i nervi saldi con mister Rafa: "Mi avrebbe realmente lasciato andare via o ci sarebbe stato solo un grosso scandalo sulla stampa? - si chiede il portiere polacco nella sua autobiografia - Di certo, tirare un pugno all'allenatore del Liverpool che solo pochi mesi prima aveva vinto la Champions League non avrebbe fatto una bella impressione sul mio curriculum e così, anche se non so come perché ero assolutamente furibondo, sono riuscito a trattenermi". Le tensioni però sono andate avanti per altri due anni, con Dudek relegato a panchinaro: "Ovviamente, non ero felice della situazione, perché mi sembrava di essere un pompiere che aspetta di essere chiamato quando c'è da spegnere un incendio, mi sentivo trattato ingiustamente, ma con Benitez è così che funziona. Lui è freddo, quasi disumano e guarda solo ai suoi interessi, ma questo non gli ha impedito di essere un allenatore geniale, perché ha una grande conoscenza calcistica. Quando gli andai a parlare, cercò di calmarmi dicendomi che l'arrivo di Reina non significava che mi avrebbe lasciato andare via. Ma se compri un giocatore per così tanti soldi (6 milioni di sterline, ndr), non puoi lasciarlo in panchina, così trovammo un accordo: fossero arrivate delle offerte serie, il club le avrebbe valutate e l'allenatore mi assicurò che avremmo trovato una buona soluzione per tutti". Si fa avanti il Colonia. "Benitez mi disse che sarebbe stato un buon trasferimento per me e che avrebbe fatto di tutto per aiutarmi a trovare l'accordo, così iniziarono le trattative, ma ad un certo punto quelli del Colonia mi rivelarono che Benitez non aveva mai parlato con loro e questo non fece che aumentare la mia frustrazione fino all'ultimo giorno di mercato, quando alla fine sbottai".

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