Cerca

Ombre sulla A

Napoli-Frosinone, picco di scommesse sull'espulsione, sospetti su Mirko Gori

Napoli-Frosinone,  picco di scommesse sull'espulsione, sospetti su Mirko Gori

Siamo a fine stagione, alcuni obiettivi sono già sfumati e altri sono ad un passo: è questa la condizione ideale per la nascita di presunte combine o accordi fra squadre o giocatori. Non è il caso di cui parliamo, ma nel pomeriggio di sabato scorso, nell'immediato pre-partita di Napoli-Frosinone, tre operatori di scommesse (Intralot, Eurobet, Goldbet) hanno rilevato un flusso anomalo di giocate, con picchi davvero inconsueti di migliaia di euro, su una precisa eventualità: l'espulsione di un giocatore del Frosinone. E il flusso, oltretutto, è concentrato proprio nella zona del frusinate. Motivi per cui gli operatori decidono di bloccare questo particolare tipo di giocate.

L'espulsione inspiegabile - In serata, dopo solo 13 minuti di gioco, in un tempo record, Mirko Gori, centrocampista del Frosinone, si fa cacciare quasi inspiegabilmente dall'arbitro Celi. Il motivo? Aver volontariamente calciato il pallone addosso a Insigne, che era a terra e sul quale aveva appena commesso un normale fallo di gioco. Quando Celi gli mostra il rosso, Gori è incredulo non ci sta, protesta vivacemente e, stando ai cronisti in campo, dice di tutto all'arbitro. Fatto sta che il ragazzo lascia il Frosinone in dieci e dà ragione ai tanti che ci avevano scommesso su, allettati da una quota che triplicava la giocata. L'Ufficio Scommesse, coordinato dal dirigente Luca Turchi, nel frattempo, ci sta lavorando da ieri, con la consulenza di Sportradar, società leader nei servizi anti-frode e di integrità dei dati relativi alle scommesse sportive. Dall'Aams però, il quadro non sembra ancora completo, si stanno valutando tutti gli elementi ed è ancora presto per dire se saranno sufficienti a proseguire l’indagine. I Monopoli infatti, possono archiviare subito la vicenda o inviare una segnalazione all'Uiss, l’Unità Informativa Scommesse Sportive del Viminale, da cui partirebbe l'inevitabile comunicazione alla Procura generale del Coni che, a quel punto, aprirebbe un fascicolo per valutare se ci sono gli estremi per i deferimenti.

Un ragazzo perbene - Il Frosinone, dal canto suo, non ci sta e rispedisce al mittente ogni supposizione. Gori, 23 anni, nato nella vicina Tecchiena, è un ragazzo fatto in casa. Di buona famiglia, diplomato, senza cattive amicizie e, dicono, senza brutti pensieri. Insomma, in un calcio già vituperato e attraversato da mille polemiche si profila all'orizzonte un nuovo caso imbarazzante.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • scorpione2

    18 Maggio 2016 - 12:12

    e se la mela marcia stavolta fossero gli arbitri?

    Report

    Rispondi

blog