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Capitan Futuro

Biasin, il ritratto di De Rossi: "Vi dico cosa combinerà agli Europei"

Biasin, il ritratto di De Rossi: "Vi dico cosa combinerà agli Europei"

Buondì. A momenti gioca l' Italia. Se a Conte non girano i 5 minuti, in campo ci sarà pure Daniele De Rossi, già «Capitan Futuro» o DDR. Per questioni di spazio noi sfrutteremo l' opzione «DDR».

Per disegnare con sapienza un breve ritratto del qui presente, partiremo da una frizzante citazione che fa intendere di quale amabile frugoletto si stia parlando: «Stare accanto a Francesco per un' intera carriera, a quello che verrà ricordato come il giocatore più grande della storia, non è normale. In questa città un po' strana qualcuno ha provato a raccontare la storia di me e di lui contro, per dare forza alle sue tesi... ma sono maiali col microfono e restano maiali col microfono». Era l' 11 gennaio 2015, neanche tanto tempo fa, e il citato «Francesco» non è il Papa, bensì uno che se si affacciasse dal balcone di casa sua a Roma, probabilmente farebbe lo stesso «tutto esaurito» dell' Angelus.

La comparazione con «Capitan Passato e Presente» (che poi è Totti) per DDR è sempre stata una bella rottura di maroni: tutti a fargli le pulci per il suo essere «più imbronciato», «meno socievole», persino «più barbuto» rispetto al sor Francè. Per altri semplicemente «quello è roscio, e dei rosci è meglio non fidarsi». Tutte considerazioni di un certo spessore, insomma.
Per ovviare a tutti gli stronzoni che nel corso degli anni gli hanno dato del «raccomandato», «sopravvalutato», «mal-ammogliato», «sconsiderato», «maleducato», di recente pure «bollito», DDR ha scelto di farsi marchiare sul polpaccione destro un osceno e assai curioso tatuaggio, ché vien difficile pensare ci abbia speso dei soldi per farlo. Attorno a codesto tatuaggio raffigurante un faccione col cappello, sono sorte clamorose leggende: alcuni sostengono che sia la risposta «silente» di DDR a coloro che lo accusano di essere un mezzo delinquentello. E allora il cappello color birra sarebbe una frecciata rivolta a chi malignamente lo definisce «capitan birretta», la cicatrice sul volto andrebbe a pungolare chi spergiura «ha fatto crescere la barba per nascondere uno sfregio che gli ha procurato uno della famiglia Casamonica», infine l' antenna a corredo dell'«opera» farebbe riferimento alle radio romane, a tratti poco cortesi con sua signoria.

E in effetti la faccenda è tutta nel rapporto tra l' uomo che all' Europeo neanche doveva esserci (con Verratti e Marchisio in piedi e in assenza di un finale di stagione in buona ripresa, col piffero DDR sarebbe partito per la Francia) e i maligni del «mio cugino mi ha detto che DDR...». I «cugini» a Roma abbondano e raccontano storie a metà tra Romanzo Criminale e alcune scene dei peggiori film der Monnezza.

«Fatti»: DDR è padre di Gaia nata nel 2005, si è sposato con la di lei madre Tania Pisnoli nel 2006, si è separato dalla stessa nel 2009, si è messo insieme alla pulcherrima Sarah Felberbaum nel 2011, con lei ha avuto una pupa nel 2014 e l' ha chiamata Olivia Rose per continuare nella tradizione dei nomi accazzo affibiati dai monumenti dello spogliatoio giallorosso ai rispettivi figli, si è infine sposato con la suddetta pulcherrima alle Maldive nel 2015.

«Cattiverie»: avrebbe lasciato la Pisnoli perché non ne poteva più di vivere in un ambiente assai poco «salubre», inquinato dalla morte del suocero Massimo Pisnoli (assassinato ad Aprilia nel 2008 per non meglio precisati «regolamenti di conti» in seguito a una rapina). Per questa ed altre fastidiose faccende, DDR avrebbe spesso meditato di abbandonare il barcone giallorosso senza infine trovare mai la forza per dire addio (probabilmente addolcito dai 6 milioncini di euro a stagione che schifo non fanno). Sempre della Pisnoli sappiamo che nel 2015 ha passato simpatici 6 mesi ai domiciliari per aver fatto sequestrare e picchiare un imprenditore romano. Un carattere solare, la Pisnoli.

Ma preferiamo concentrarci sul taciturno Daniele, il cui curriculum parla al posto suo. Esso racconta la storia di un campione del mondo famoso per aver giocato la finale di Berlino da giovane 22enne (saltò le precedenti 4 partite per una gomitata allo yankee McBride, ma son quisquilie); del centrocampista azzurro più prolifico dal dopoguerra con 18 gol; del vincitore dell' Europeo Under 21 nel 2004; del bronzo olimpico sempre nel 2004; del Cavaliere e Ufficiale dell' Ordine al merito della Repubblica Italiana per evidenti questioni di coppe vinte in terra tedesca; del titolare (salvo sorprese) nel centrocampo azzurro questa sera a Lione, perché forse non avrà più la mobilità di un tempo e con Spalletti starà spesso in panca, ma oggi e per le prossime settimane di lui non possiamo fare a meno per evidenti questioni di esperienza e - diciamolo - «cattiveria» alla Suburra da opporre ai nostri avversari, giovanotti che magari non sono cacasotto, ma a sensazione sono più facilmente gestibili della Pisnoli.

Fabrizio Biasin

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