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Fine di un'era

Brexit, gli effetti sulla Premier League: un terremoto nel calcio europeo

Brexit, gli effetti sulla Premier League: un terremoto nel calcio europeo

Trecento calciatori extracomunitari, stelle come De Gea, Payet, Kantè, Diego Costa che potrebbero essere gradualmente "costretti" nei prossimi mesi a trasferirsi nel Vecchio Continente. Sono gli effetti della Brexit sul calcio e sulla Premier League, il campionato più ricco del mondo che ora rischia seriamente di perdere il suo primato.

Stop al "furto" dei giovani - I calciatori della zona Ue, dopo la vittoria del "Leave", saranno infatti equiparati a brasiliani, argentini, africani. Come riporta Panorama.it, Arsenal, Watford e Manchester United hanno 13 giocatori che fino a oggi hanno goduto dello stesso status di inglesi, gallesi e scozzesi. Praticamente, metà squadra che potrebbe venir smantellata. Seguono Sunderland e Stoke City (12), Southampton, Aston Villa e Newcastle (11), Liverpool (10). Molti di quei giocatori, tra l'altro, vengono rastrellati spesso minorenni dalle giovanili di centinaia di club europei, conquistati dalle sterline. Una pratica (famosi i casi del catalano Cesc Fabregas all'Arsenal e del francese Paul Pogba al Manchester United) che ora con ogni probabilità finirà, dal momento che l'articolo 19 della Fifa vieta i trasferimenti internazionali di giocatori al di sotto dei 18 anni con deroga per quelli tra i 16 e i 18 trasferiti all'interno dell'Unione Europea. Deroga che, ovviamente, cesserà di esistere.


Addio mercato folle - Per le big inglesi c'è un altro capitolo più inquietante. Con la sterlina deprezzata, sarà molto complicato per club come Manchester City, United, Chelsea e Arsenal andare a fare shopping negli altri campionati europei, dal momento che nel rapporto tra la moneta britannica e l'euro si prevede un aumento secco del 20% del prezzo dei calciatori tedeschi, italiani, francesi, spagnoli eccetera.

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Commenti all'articolo

  • levantino

    25 Giugno 2016 - 11:11

    Quando i paperoni del calcio si accorgeranno che i....gioielli..... comperati da loro (n.d.r.) viaggiano in Ferrari e loro sono costretti ad andare in Panda? Perchè un operario deve tirare a campare e questi per dare due calci ad una palla spendono e spandono a più non posso?E i procuratori? Aumenta il prezzo del giocatore e più guadagnano. Fintanto che ci saranno di questi soggetti il mondo andr

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  • VolpePasini

    24 Giugno 2016 - 21:09

    Perchè scrivete queste cose? L'uscita dalla Unione non vuol dire nulla di quanto sopra, la lbera circolazione dei lavoratori può essere mantenuta con un accordo nuovo nell'ambito degli accordi di libero scambio che certamente verrano siglati. La Gran Bretagna è sempre stata mezza fuori dall'Unione (non ha Euro ne trattato di Schengen) non ci sará nessuna catastrofe,anzi, inizia la nuova Europa.

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  • wilegio

    wilegio

    24 Giugno 2016 - 19:07

    Molto bene! E' ora che quei cialtroni miliardari del calcio comincino a ridimensionare un po' le loro pretese e i loro guadagni miliardari. Tornino al paesello e si rendano un po' più utili alle rispettive nazionali.

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  • robylella

    24 Giugno 2016 - 19:07

    Ci vorranno diversi anni per sancire l'uscita di GB dall'UE, perciò non vedo perchè questi giocatori se ne debbano andare! Inoltre se la GB trovasse, e lo troverà, un accordo sulla libera circolazione tutto quello scritto nell'articolo è un condensato di balle giornalistiche che con la realtà hanno poco a che vedere! Inoltre la GB potrà fare le regole che vuole ... chi potrà impedirlo ? l'ue??

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