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Lele Oriali: "Conte? Lo chiamavano bulldozer..."

Lele Oriali: "Conte? Lo chiamavano bulldozer..."

Buongiorno Oriali, siamo fieri di voi.
«Grazie. Anche noi siamo fieri di noi. E di voi».

Siamo tutti fieri, insomma.
«Intorno a noi si è creato grande entusiasmo: siamo davvero orgogliosi».

Prima dell' Europeo però vi spernacchiavamo. Ora invece... tutti «sul carro»!
«Sono cose che succedono, noi avevamo la convinzione di poter far bene ed è bello avervi fatto cambiare idea.
Nessuna vendetta comunque».

Oriali, dall' Italia la vediamo sempre a fianco di Conte, praticamente «incollato». Qual è il suo ruolo?
«Sono l' equivalente del ds nel club, il tramite tra federazione e squadra. Se c' è un problema, io provo a risolverlo. La differenza sta nel mercato: qui per ovvi motivi non devo occuparmene...».

Lei «interista», Conte «juventino». Vi è capitato di parlare delle vostre «diverse anime»?
«Ma va. Noi rappresentiamo l' Italia, tutta l' Italia».

Ci racconti il vostro primo incontro.
«Tavecchio mi chiama: "Vieni a cena che ti presento Antonio". Ci vediamo al Melià a Milano, in passato non l' avevo mai conosciuto. Dopo 5 minuti ho capito che eravamo compatibili».

Un colpo di fulmine!
«Abbiamo la stessa idea di calcio: in campo avevamo lo stesso ruolo fatto di sudore e sacrificio per gli altri. È stato semplice andare d' accordo».

Con il ct che tipo di «frequentazione» avete?
«Praticamente conviviamo! Davanti alle telecamere lo vedete tutti, dietro c' è una fitta rete di discussioni e confronti. Spesso finiamo a tarda notte in camera mia, ma non vorrei essere frainteso...».

Fate le ore piccole?
«Io dormo poco, lui anche meno. Ci scambiamo idee fino all' una di notte».

Oriali, sia sincero: Conte ha preso il posto di Mou nel suo cuore? Chi dei due è meglio?
«Sono simili. Hanno la stessa grinta, la determinazione nel portare avanti le idee e la capacità di trasmetterle al gruppo. Mi creda, Antonio è uno fuori dal comune, il nostro asso nella manica».

Il ct è così «cattivo» come sembra? Durante Italia-Spagna a un certo punto pareva volesse mangiarsi Giaccherini...
«Cattivo no, duro sì: pretende lavoro, impegno, vive la partita come se giocasse lui, alla fine è stremato, si deve fare la doccia. Il risultato è che molti giocatori sotto la sua guida sono migliorati in questi due anni. E comunque, diciamolo, è un duro dal cuore tenero, l' avete visto anche voi a fine partita...».

Conte durante la partita si agita, lei che fa?
«Mi agito! Solo che lui ha spazio per sfogarsi, io no e sono guai».

Durante Italia-Belgio in effetti si è visto, sono dovuti intervenire gli azzurri della panchina per difenderla da Vertonghen...
«E lì avete capito di che pasta è fatto il gruppo: tutti uniti con un solo obiettivo, anche quelli che non giocano».

C' è uno dei 23 che l' ha impressionata più degli altri?
«Assolutamente sì. Sono certo di non sbagliare se le cito Marchetti: è "aggregante", partecipa, una bella persona in tutti i sensi».

È vera questa cosa dei discorsi pre-partita fatti a turno da un azzurro?
«Non c' è una regola, chi se la sente parla al gruppo».

Balotelli ha twittato «Avrei amato essere là...».
«Lo capisco bene, il nostro pensiero è rivolto a tutti quelli che non abbiamo potuto portare. Ce ne sono tanti, ma è come se fossero qui con noi».

Sia gentile Oriali, ci dica come finisce con la Germania...
«Giochiamo contro la più forte, rispetto al passato hanno anche una grande organizzazione di gioco, ma con noi nulla è scontato. Anzi, le dirò: se ci vogliono battere devono fare un' impresa».

di Fabrizio Biasin

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