Cerca

#ItaliaGermania

Biasin, la scomoda verità su Conte: "Lo lodiamo, ma in realtà..."

Biasin, la scomoda verità su Conte: "Lo lodiamo, ma in realtà..."

Il «problema» legato all' utilizzo di Sturaro è che nonostante tutto ancora adesso non riusciamo a fidarci di Conte. Sì, diciamo che è bravo, che è un grande motivatore, che ha palle quadrate e riesce a tirare fuori il 110% dai suoi giocatori. Lo diciamo ma non ci fidiamo del tutto, altrimenti non si spiegherebbero i borbottii tipo «ha sbagliato a non portare Jorginho» o «eh, ma Sturaro proprio non ha senso, i tedeschi se lo mangiano». Per Conte non è così, lui non vede un «problema De Rossi» o almeno non lo vede come noi. Quando il ct ha scelto i 23 non ha fatto una classifica di valori tra il primo e il 23°, semmai ha escluso il «resto del mondo» dalla lista. Per lui son tutti uguali, compreso Marchetti. E se valutate questa come «una puttanata», significa che di Conte ancora non vi fidate. Malfidenti. Il ct ben sa che Jorginho è più forte di Sturaro, che ha giocato un campionato migliore, che altri cento ct avrebbero scelto i piedi buoni dell' italo-brasiliano a quelli del sanremese. Lo sa, ma quando si è trattato di scegliere non ha avuto dubbi: porto Sturaro.

Conte si incazza davvero quando Thiago Motta prende l' ammonizione e si fa squalificare: non fa la commedia, non è come noi che diciamo «fa niente se non c' è quel paracarro».

Lui crede davvero che sia importante, anzi, indispensabile come gli altri 22. E se lo è per lui, dovrebbe esserlo anche per noi, ma la verità è che in fondo, ancora, non ci fidiamo.

Osanniamo il gruppo, ma «sul carro» non sediamo nei posti «interni», semmai in quelli vicini al predellino, comodi per scendere all' occorrenza. Siamo quelli che ora «apparecchiano» il sabato sera, organizzano la grigliata, ma se mai dovessimo perdere anche solo 1-0 allora «sì, Conte è stato bravo, ma Jorginho doveva portarlo» o addirittura «alla fine siamo usciti ai quarti, Prandelli ci ha portato in finale...».

E non pensiamo «non è vero, ci fidiamo» perché se davvero la pensassimo come Conte, allora non storceremmo il naso al solo sentir citare il nome «Sturaro». Lui, il ct, non lo fa, non ci pensa neanche: non ha portato lo juventino perché aveva un «viaggio premio» da regalare, sa che con tutti i suoi limiti anche lui sarà ingranaggio adatto al suo modo di intendere le cose, sa che pur non avendo i «gradi» di De Rossi il problema sarà relativo, sa addirittura (e questa - ce ne rendiamo conto - può sembrare una bestemmia) che l' infortunio di Verratti non è stato per forza una disgrazia, ma forse un' opportunità per non essere costretto a disegnare un centrocampo diverso, più delicato ma meno cazzuto.

Conte si ciba di disgrazie e in queste ore farà partire il metodo «Arancia Meccanica». E come un novello Al Pacino, sabato guarderà negli occhi ciascuno dei 23 e farà partire un discorso che, più o meno, terminerà così: «Oggi si può vincere o perdere, ma l' importante è vincere o perdere da uomini».

Fabrizio Biasin

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • straniero

    01 Luglio 2016 - 16:04

    Se Conte perde sarà un fallimento.46 anni che non perdiamo con i tedeschi Zoff e Prandelli sono arrivati in finale. Anche la Danimarca e la Grecia hanno vinto l'Europeo Conte non ha mai vinto niente in Europa insomma

    Report

    Rispondi

blog