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Addio al Milan, Tassotti a valanga: demolisce la società (e Seedorf)

Mauro Tassotti

Dopo 37 anni, addio Milan. L'arrivo di Vincenzo Montella in panchina segna la fine della parabola di un assoluto pezzo di storia rossonera: Mauro Tassotti non farà più l'osservatore per il Milan, ma il vice della nazionale Ucraina (così come vice è stato per lunghi anni in rossonero). E Tassotti ora si confessa al Corriere della Sera: "Confesso che quando ho firmato la risoluzione del contratto ho provato un po' di magone - premette -. Ma prima o poi questo momento doveva arrivare. Se mi stava stretto il ruolo di osservatore? Diciamo che ero alla ricerca di qualcosa di più gratificante".

Dunque, nel momento dell'addio, Tassotti si toglie anche un sassolino dalla scarpa: "Qualche rimpianto c'è - ammette -, perché di occasioni per diventare allenatore del Milan ce ne sono state tante e non mi è mai stata concessa l'opportunità. Evidentemente mi hanno sempre considerato un ottimo secondo", aggiunge sibillino, mentre con tutta probabilità gli passano in testa i nomi dei vari Seedorf e Inzaghi, di Mihajlovic e ddi Brocchi.

Dunque l'ex terzino racconta anche il periodo difficile con Clarence Seedorf, e ammette: "Ci sono state incomprensioni. Non sempre mi sono trovato a mio agio". Quando gli chiedono perché, eccezion fatta per Franco Baresi e Filippo Galli, nessun grande ex abbia ruoli di rilievo nel Milan, Tassotti non si risparmia un'altra staffilata: "Tante volte io e i miei ex compagni ce lo siamo chiesti (...). Spesso si dice che non basta essere stati grandi campioni per avere i titoli per ricoprire ruoli da dirigenti. Può essere vero - continua -, però se a nessuno viene concessa l'opportunità di lavorare, non si può dimostrare il contrario. Io potrei anche aver voluto allenare il Milan, ma senza chance è dura confermare di avere le qualità per farlo". E ogni riferimento non è assolutamente casuale.

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Commenti all'articolo

  • pulraf

    14 Luglio 2016 - 20:08

    Mi spiace molto per Tassotti, mi spiace molto per essere stato trattato a pesci in faccia. Tassotti meritava di fare l'allenatore già dopo Ancellotti. Ma, ormai, chi decide al Milan è Galliani. Costui sta facendo piazza pulita al Milan approfittando del rincoglionimento di Berlusconi, sta facendo fuori la vecchia guardia, così rimane da solo a comandare. I prossimi saranno Baresi e Galli, poi la f

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  • pierghi

    14 Luglio 2016 - 17:05

    non so cosa stia succedendo al milan mai successo di cambiare 3 allenatori o più in poco tempo. certo che farina senza soldi a lasciato al berlusca un milan che con 4 illustri giocatori un milan stellare, dopo al sacchi che è riuscito di perdere un campionato per un punto dopo aver perso tutti gli incontri con le squadre retrocesse. certo qualcuno a perso la testa, per uno che per 15 annispiace

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  • FabiettoFJ

    14 Luglio 2016 - 11:11

    Consolati Mauro, per quanto riguarda l'irriconoscenza noi, alla Juventus non siamo secondi a nessuno. Vedi Alex Del Piero.

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  • danianto1951

    14 Luglio 2016 - 09:09

    scritto da voi è chiaro che sono tutte cazzate

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