Cerca

Conseguenze clamorose

Doping, la guerra si allarga al calcio: a rischio i Mondiali di Russia del 2018

Doping, la guerra si allarga al calcio: a rischio i Mondiali di Russia del 2018

Un breve preambolo e poi 7 “punti” per non decidere (non ancora, almeno) il futuro sportivo della Russia e la sua partecipazione a Rio 2016. Dopo la pubblicazione del “rapporto McLaren”, la commissione d’inchiesta indipendente che ha certificato il doping di stato e le metodologie con cui sono state fatte sparire ben 643 provette positive fin dal 2010, il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) ha per prima cosa deciso di bandire (anche fisicamente, vietandone l’ingresso in Brasile) il ministro dello Sport russo, Vitaly Mutko, ritenuto il deus ex machina del sistema (pure la Fifa lo ha messo sotto inchiesta in qualità di organizzatore dei Mondiali 2018 e, di conseguenza, si allungano ombre pure sulla prossima Coppa del Mondo di calcio), e sta studiando «opzioni legali» per vietare la partecipazione alla Russia, dopo aver ordinato azioni disciplinari nei confronti di funzionari russi implicati nel doping di Stato.

«Stiamo studiando vie legali per una messa al bando collettiva di tutti gli atleti russi da Rio», dice il Cio. Il presidente Thomas Bach aveva promesso sanzioni durissime, i legali del Cio hanno invece suggerito un attimo di cautela, anche perché si rischia un pasticcio giuridico. Domani, infatti, è attesa la sentenza del Tas, chiamato a decidere sull’appello presentato da 68 atleti russi (fra cui la regina dell’asta, Yelena Isinbayeva) contro la messa al bando decisa dalla Iaaf. Dunquesi aspetta che il Tas confermi l’esclusione e togliere così ai cinque componenti della Commissione Cio (presieduta dal francese Guy Canivet) una bella patata bollente dalle mani. Mentre, l’Associazione delle federazioni internazionali olimpiche estive (Asoif) si è detta è pronta a esaminare «casi individuali», dicendosi contraria all’esclusione totale del team russo da Rio perché vale il principio della «presunzione di innocenza». Ovvio che si temano azioni legali, magari orchestrate da munifici sponsor. 

Intanto, il Cio ha chiesto alla Wada i nomi di tutti i coinvolti e ordinato la ripetizione degli esami effettuati sugli atleti russi a Sochi 2014. La storiaccia è solo all’inizio.

di Tommaso Lorenzini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • begeca

    20 Luglio 2016 - 14:02

    dichiarazione dell'allenatore del Cagliari Manlio Scopigno " il più pulito nel calcio è il pallone quando non piove " era il lontano 1969 frase riportata oggi dall'Unione Sarda nel supplemento Sportivo

    Report

    Rispondi

blog