Cerca

Basta

La scelta estrema di Gattuso: dopo il faccia a faccia, l'addio

La scelta estrema di Gattuso: dopo il faccia a faccia, l'addio

«Ogni giorno ce n’è una». Con queste parole Gennaro Gattuso aveva parlato alla stampa venerdì a margine della sua premiazione alla XV edizione del premio Il Guerriero Pisano, assegnato ogni anno da una giuria qualificata a cittadini, di nascita o di adozione, che si sono distinti in vari ambiti (cultura, scienza, sport, sociale) contribuendo ad aumentare il lustro e la fama di Pisa. «Io ho commesso un grave errore - aveva raccontato Gattuso - Ho bruciato dopo la nostra promozione lo striscione ’Mai una gioià ed invece andava mantenuto, perchè qui le sorprese sono all’ordine del giorno. Non è facile lavorare quando non vi sono certezze sul futuro, l’organizzazione societaria è la prima pietra su cui si costruiscono i risultati». Le dimissioni odierne di Gattuso sarebbero legate a quelle dell’avvocato Claudio Minghetti, legale di fiducia dell’ex centrocampista rossonero, da componente del Cda del Pisa calcio che fra fine giugno e inizio luglio aveva subito un rimpasto. Proprio Minghetti era stata la figura che il tecnico aveva identificato come sua garanzia per la politica del club guidato da Fabio Petroni. Quest’ultimo si era incontrato con il ds Lucchesi e Gattuso al ristorante di Gallarate di proprietà dell’ex giocatore e dopo una parte finale della passata stagione fatta di dissidi fra le parti si era arrivati a una momentanea unione di intenti. Una serie di fatti sportivi ed extra che hanno coinvolto Petroni, oltre appunto alle dimissioni di Minghetti, hanno però portato ora al definitivo passo indietro di Gattuso

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog