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United...ma non troppo

"Mourinho deve andare in galera": quell'enorme guaio a Manchester

Josè Mourinho

L'avventura di Josè Mourinho al Manchester United inizia con un grosso guaio. Tutta colpa della "cacciata" di Bastian Schweinsteiger. Il fratello del giocatore non ha gradito, e ha twittato: "Nessun rispetto". Dunque l'intervento a gamba tesa del presidente del Bayern Monaco, Karl Heinz Rummenigge, che ha parlato chiaro e tondo di "umiliazione" subita dal centrocampista. Ma a puntare il dito, e qui la faccenda si fa più complessa, ci si è messo pure il sindacato dei calciatori professionisti, che ha individuato nel caso una situazione di mobbing e demansionamento.

Il 32enne tedesco, che ha appena lasciato la sua nazionale, non rientra nei piani dello Special One, che lo ha spedito ad allenarsi con la squadra Under 23 dello United in attesa della cessione. Un "demansionamento" chiarissimo, appunto. Tra i commenti più duri sul caso, quello consegnato alla Bbc da Dejan Stefanovic, avvocato e membro della Federazione Internazionale dei calciatori professionisti della Slovenia: "È chiaramente mobbing. Nel nostro paese avremmo chiesto il massimo della pena, cioè tre anni di detenzione: la scelta del tecnico ha come solo obiettivo quello di scoraggiare il giocatore".

Il sindacalista, inoltre, ha parlato di "cattivo esempio" del tecnico, e lo ha invitato a ricorrere alle vie legali: "Schweinsteiger - riprende - potrebbe rivolgersi all'Associazione dei calciatori professionisti per denunciare Mourinho". Perché? "Tutti i giocatori della prima squadra - ha sottolineato - devono allenarsi con gli stessi preparatori, nello stesso posto, con gli stessi compagni e nello stesso orario in cui si allena la prima squadra. È una regola che dovrebbe valere per ogni giocatore e per tutti i club e scritta nel regolamento Fifa", ha concluso.

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