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Complotto quasi compiuto

"Cosa ho visto in quella stanza...": Lo sfregio, l'avvocato spiega come hanno umiliato Schwazer

Alex Schwazer e Gerhard Brandstaetter

Una notte da incubo, per Alex Schwazer, volato a Rio de Janeiro per l'incontro con il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna che dovrà decidere se concedergli la possibilità di partecipare ai giochi dopo il - controverso - caso di doping che lo ha coinvolto. Il Tas ha deciso di non decidere: il verdetto slitta a venerdì, il giorno in cui Alex dovrebbe affrontare la sua prima gara, la 20 chilometri. Un nuovo sfregio contro l'azzurro, arrivato al culmine di un tesissimo incontro, durante il quale l'allenatore, Sandro Donati, avrebbe dato in escandescenza, urlando, abbandonando la stanza sbattendo la porta, per poi tornare, sempre più scorato.

"Il verdetto pare già scritto", hanno detto da ambienti vicini ad Alex. E a tratteggiare il clima che si respira, ci ha pensato l'avvocato dell'atleta, Gerhard Brandstaetter, che spiega che cosa ha visto nella stanzetta dove hanno "processato" il suo assistito: "Il clima è un po' da santa inquisizione, ma noi siamo convinti di aver ragione. Adesso speriamo di trovare un giudice che ce la dia". L'udienza è durata quasi 10 ore, un'eternità. "Alex era molto stanco e provato, ha preferito tornare in hotel. Domani si allenerà e aspetterà fiducioso". Ma la fiducia, purtroppo, è pochissima: la Iaaf, la federazione internazionale di atletica, avrebbe chiesto otto anni di squalifica per il marciatore.

Un piano perfetto per farlo fuori. Tanto che la difesa di Schwazer al Tas, si è appreso, ha assunto i contorni di un attacco totale proprio alla Iaaf. Nel mirino della difesa i macroscopici vizi procedurali relativi ai controlli del campione positivo, prelevato lo scorso primo gennaio. Inoltre, per dimostrare che la sostanza trovata nelle urine di Alex fosse stata piazzata, la difesa ha presentato un modello logico-matematico che si basa sui tempi di dimezzamento del testosterone sintetico nella quantità rilevata. L'obiettivo è dimostrare che i controlli subiti da Schwazer subito dopo il primo gennaio avrebbero dovuto rilevare sostanze dopanti. Ma in un clima da "santa inquizione", giusto per ripetere le parole dell'avvocato, ogni dimostrazione potrebbe rivelarsi inutile.

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Commenti all'articolo

  • cartonito

    11 Agosto 2016 - 11:11

    renzi sa mandare messaggini alle atlete solo per farle emozionare e perdere ,poi si guarda bene da prendere le difese di un concorrente alzando la voce contro la laaf ,sa fare lo sborione solo alla festa dell'unità sapendo che tutti li danno ragione.

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  • cane sciolto

    11 Agosto 2016 - 00:12

    Da quello che ho letto lo ritengo ALLUCINANTE! non una volta ma più volte! Primo dove sta il Coni? dove sta il Governo Italiano? a già se era uno straniero interveniva anche Madre Santissima, questa e l'ennesima figura di Mxxxa che fa l'Italia perchè nessuno ci cxxa, razza di IxxxxxxI ? prendete esempio da Craxi cosa fece a Sigonella! gia ma lui aveva i Marroni, invece questi politici non so che

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  • Happy1937

    09 Agosto 2016 - 18:06

    Per questi suoi epigoni mascalzoni De Coubertin si rivolta nella tomba.

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  • Delta16

    Delta16

    09 Agosto 2016 - 12:12

    Alex, non abbatterti da come si sono comportati tu hai già vinto la medaglia d'oro anche senza correre. Ciò di cui si dibatte poco è perchè dopo il "doping di stato della Russia" la stesa sia stata ammessa alle gare e tutti zitti senza fare un fiato.

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