Cerca

Parla l'allenatore: le sue scomode verità

Donati: "Lo hanno voluto umiliare". E confessa: "Il segreto di Schwazer..."

Sandro Donati

"Con gli avvocati avevamo compreso che la Iaaf aveva fatto in modo di metterci in difficoltà crescente fino a farci trovare con l’acqua alla gola. Ci siamo però resi conto che Alex Schwazer ci teneva ad inseguire il suo sogno olimpico fino all’ultimo e dopo aver cercato di convincerlo gli abbiamo dato questa ultima possibilità. Ma abbiamo affrontato questo ultimo passaggio ben sapendo di cosa ci aspettava". Questo uno dei passaggi più toccanti della conferenza stampa di Sandro Donati a Rio de Janeiro: la confessione del "segreto", ovvero del fatto che sapevano come sarebbe andata a finire. Ma Schwazer, a Rio, per combattere, ci è voluto andare lo stesso. La conferenza stampa, lo si ricorda, ha seguito la sentenza-mazzata con cui hanno falciato via la carriera del marciatore: otto anni di squalifica per un caso di doping molto dubbio e, forse, "attivato" da una manina che voleva farli fuori, Alex e Donati.

Schwazer, come detto, ci ha creduto fino all'ultimo, tanto da allenarsi solo, a Copacabana sotto la pioggia. Non ha mai mollato, ha voluto andare a Rio, a sfidare la Iaaf e a confrontarsi col Tas. È stato inutile, "ci teneva ad inseguire il suo sogno", ha spiegato Donati. L'allenatore, guru dell'antidoping mondiale, ha aggiunto: "Il procedimento di fronte alla regole sportive non poteva che andare in questo modo. Da una parte c’è una prova regina che sono le molecole dei due metaboliti di testosterone presenti nelle urine, mentre dall'altra parte abbiamo potuto addurre molti indizi e un quadro complessive con punti oscuri e inquietanti. Ma non è previsto dai regolamenti", ha aggiunto, scorato, l'allenatore.

Nel corso della conferenza stampa, Donati ha più volte attaccato la Iaaf, la Federazione internazionale di atletica leggera, accusandola di essere corrotta. E non solo: "È chiaro che la Iaaf ha fatto il bello e cattivo tempo in questo procedimento fino ad arrivare a questo incredibile viaggio transoceanico che mi sa tanto di beffa studiata per umiliare Alex - ha aggiunto -. La Iaaf perseguiva un piano per portarci all’11 di luglio, data di scadenza delle iscrizioni, anche se poi si è rimediato a questo problema grazie anche al Coni, con una iscrizione sub iudice, ma da quel momento in poi è stata tutta una rincorsa". Una rincorsa finita nel peggiore dei modi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog