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La coppia

L'impresa di bronzo dei due scugnizzi, in barca per caso

L'impresa di bronzo dei due scugnizzi, in barca per caso

Si dice che i primi mesi di frequentazione di una coppia siano i più belli, quelli in cui tutto è facile, tutto è possibile. Una teoria che sembra dimostrata dai due azzurri del canottaggio che ieri si sono conquistati una sudatissima medaglia di bronzo nel due senza. Giovanni Abagnale e Marco Di Costanzo sono infatti una coppia «sportiva» nata poco più di un mese fa al raduno pre-olimpico, quasi per caso. Di Costanzo è sceso a sorpresa dal quattro senza campione del mondo in carica e Abagnale è stato schierato dopo il mancato pass dell' otto a Lucerna (poi ripescato). A qualificare la barca ai Mondiali 2015 erano stati in realtà Niccolò Mornati, poi squalificato per doping, e Vincenzo Capelli, convocato nell' ammiraglia.

Il cambio in corsa ha unito i due giovani, campani doc: il 21enne Giovanni Abagnale, un cognome con una b in meno, ma con la stessa voglia di remare della famiglia più vincente del canottaggio italiano, è di Sant' Antonio Abate, in provincia di Napoli; Marco Di Costanzo di anni ne ha 24, è di Napoli e di esperienza internazionale ne ha già parecchia nonostante la giovane età.
Il momento chiave della gara di ieri è arrivato poco dopo i 1.500, quando dietro ai superfavoriti neozelandesi, già vincitori a Londra nel 2012, e dopo i sudafricani (rispettivamente oro e argento nel finale), il duo campano è stato scavalcato dai britannici. È iniziato un testa a testa mozzafiato, fino alla resa degli inglesi, che ai 100 metri hanno tirato i remi in barca cedendo le armi. Abagnale-Di Costanzo hanno tagliato la linea del traguardo con quasi cinque secondi di ritardo sui sudafricani, conquistando una medaglia storica: l' unico precedente di un due senza azzurro sul podio risaliva alle Olimpiadi di Londra 1948.

«Abbiamo cercato di rispondere ad ogni attacco anche con un lago che non ci aiutava», ha rivelato a fine gara Di Costanzo, «per dieci colpi siamo stati quarti, poi abbiamo pensato che non dovevamo mollare perché vedevamo il sogno della medaglia olimpica. Abbiamo dimostrato che siamo giovani di età ma campioni di testa».

È la dodicesima medaglia azzurra, arrivata da uno sport che ieri però ha regalato anche tanta amarezza. Erano altre due le barche italiane che si giocavano una medaglia ed entrambe si sono dovute accontentare di un sofferto quarto posto. Il due di coppia di Francesco Fossi e Romano Battisti ha lottato con le barche di testa fino ai 500 metri. Quando Croazia e Lituania hanno preso il largo, è iniziata la battaglia per il terzo posto con la Finlandia, che ha poi ottenuto il bronzo. Ancora più bruciante la medaglia di legno del quattro senza pesi leggeri di Stefano Oppo, Martino Goretti, Livio La Padula e Pietro Willy Ruta. Gli azzurri sono rimasti attaccati alle barche di testa fino ai mille, poi hanno iniziato a perdere terreno e hanno chiuso a 3 secondi dal terzetto a podio, Svizzera, Danimarca e Francia.

Le speranze per rimediare alla delusione di questo doppio quarto posto sono riposte nel quattro senza senior, campione del mondo in carica. Il terzo posto ottenuto in semifinale fa sorridere in vista della finale di oggi (alle 16.25), anche se preoccupano le condizioni fisiche non perfette del capovoga Giuseppe Vicino.

Silvia Galbiati

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