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Le proteste

Ecco il Lipsia, la squadra più odiata d'Europa

Ecco il Lipsia, la squadra più odiata d'Europa

Per un’azienda come Red Bull, che per promuovere il proprio prodotto impegna oltre il 30% del proprio fatturato in pubblicità e strategie di marketing, il passaggio al mondo del calcio era quasi obbligatorio. Dopo aver costruito dal nulla tre club calcistici in altrettanti continenti (i New York Red Bulls negli Stati Uniti, il Red Bull Brasil in Brasile e il L’Academy Red Bull Ghana in Africa), la multinazionale  austriaca ritenne saggio investire soprattutto in Europa, rilevando il Salisburgo. Per il salto definitivo però Red Bull decise di investire in Germania fondando il Lipsia, nato nel 2009 su iniziativa dell’omonima multinazionale austriaca che ha acquistato la licenza sportiva di un piccolo club militante in quinta divisione. 

Dalle tifoserie più accese a quelle storicamente mansuete, in pochi anni l’RB Lipsia è diventata la squadra più invisa e antipatica di tutta la Germania. Una squadra  priva di storia e svuotata di ogni tradizione, rappresentazione esemplare del calcio moderno.

Nelle ultime due stagioni, più volte, quando i propri club ospitavano la RB, i tifosi delle squadre di casa disertavano lo stadio in segno di protesta. In questa stagione i tifosi del Dresda hanno lanciato in campo una testa di toro mozzata. Chiaro il significato di odio nei confronti della Red Bull. Un gruppo ultrà del Dortmund ha disertato la trasferta, quelli dell’Amburgo hanno indetto un sit-in . Solo i tifosi dell’Hoffenheim sono stati solidali con quelli del Lipsia. Alla prima giornata di campionato, in occasione dello scontro diretto, vennero esposti una serie di striscioni ironici. “Il calcio lo può rovinare un solo club: noi”

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