Cerca

Mazzata finale

Milan, Paolo Maldini dice no ai cinesi: "Non ci sono le premesse per una squadra vincente"

Milan, Paolo Maldini dice no ai cinesi: "Non ci sono le premesse per una squadra vincente"

Paolo Maldini non tornerà al Milan. Almeno in questo Milan, in quello della proprietà cinese che gli aveva offerto un ruolo nel nuovo organigramma. "Avrei dovuto condividere qualsiasi progetto, acquisto o cessione di calciatore con il mio pari grado direttore sportivo - spiega l'ex calciatore in una lettera pubblicata su Facebook -. A mia precisa domanda su cosa sarebbe successo in caso di disaccordo, mi è stato detto da Fassone che avrebbe deciso lui. Detto questo, non credo ci fossero le premesse per un team vincente". Questa una delle motivazioni che ha spinto l'ex capitano rossonero a rifiutare la carica di direttore tecnico della nuova società.

"Io ho fatto parte di squadre che hanno fatto la storia del calcio e so che per arrivare a quei risultati ci deve essere una grandissima sinergia tra tutte le componenti societarie, investimenti importanti e ruoli ben definiti - prosegue la leggenda rossonera, 48 anni -. Le ultime stagioni del Milan con il doppio amministratore delegato e ruoli sovrapposti dovrebbero essere d'insegnamento. Naturalmente mi sarei dovuto prendere, agli occhi dei tifosi, della stampa e della proprietà, tutta la responsabilità della parte sportiva, con la possibilità di essere escluso da ogni potere esecutivo".

Maldini sottolinea come la sua rinuncia non sia dovuta a problemi economici: "Il Milan è sempre stato per me un affare di cuore e passione, la mia storia, quella di mio padre e quella dei miei figli lo dimostrano e nessuno potrà cancellare questo nostro legame con i colori rossoneri. Non ho avanzato richieste economiche, ho ribadito fin dal primo incontro che la definizione del ruolo fosse la chiave basilare di una possibile collaborazione. Come potrei quantificare una proposta quando non sono stabilite con chiarezza le responsabilità? Ho fatto presente che avrei dato tutto me stesso per un progetto serio
che mi avesse visto in un ruolo importante, che non avrei mai accettato per essere utilizzato come la semplice bandiera". 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • wall

    12 Ottobre 2016 - 12:12

    Avete aperto le frontiere alla globalizzazione!! Diventeremo tutti dipendenti dei cinesi... Maldini ha una dignità di essere libero del suo "IO" e non servo dello sport in questo caso del Milan svenduto fuori patria.

    Report

    Rispondi

  • wilegio

    wilegio

    11 Ottobre 2016 - 18:06

    Caro Luigi Impollito... non è proprio così come dice lei. In qualsiasi azienda esiste il presidente, che può essere l'azionista di maggioranza, (in fiat agnelli), e l'amministratore delegato, che opera e agisce sul mercato e nell'organizzazione generale. L'AD (oggi CEO) è uno competente, lautamente pagato, ma non necessariamente azionista (il marchionne della situazione).

    Report

    Rispondi

  • Chry

    11 Ottobre 2016 - 17:05

    Foto storica, il suo cuore alla patria cinese, ora silvie è nell' olimpo dei comunisti

    Report

    Rispondi

blog