Cerca

Qualificazioni mondiali

Ventura, la frase da brividi: cosa (non) vuol fare contro il Liechtenstein

Ventura, la frase da brividi: cosa (non) vuol fare contro il Liechtenstein

Vincere non basta più, contro il Liechtenstein l' Italia deve stravincere. Non conta il bel gioco - o almeno non solo quello al Rheinpark Stadion di Vaduz (6.127 mila posti tra le montagne) - ma pesa di più la matematica che vale la vetta del gruppo G.
Mantenendo il passo della Spagna - e sperando di non perdere al ritorno con le Furie Rosse - a decidere il primo posto, e la qualificazione diretta a Russia 2018, alla fine sarebbe la differenza reti. E qui cominciano le note dolenti per gli azzurri. A pesare non è tanto l' attacco (7 gol fatti), quanto le quattro reti subite finora.

L' 1-1 di De Rossi a Torino, invece, è l' unica voce negativa del bilancio della squadra di Lopetegui, che ha siglato 11 centri totali: merito soprattutto dell' 8-0 contro i nostri avversari di stasera, anche se il match era rimasto sull' 1-0 fino al 55'. Con gli iberici a +10 nel calcolo delle marcature e gli azzurri solo a +3, dunque, all' Italia serve segnare 7 gol solo per pareggiare i conti. Ma la Spagna giocherà in contemporanea contro la Macedonia e allungherà il distacco. Nessuna pietà, quindi, deve essere la missione degli azzurri.

D' altronde, il Liechtenstein non ha un campionato (si gioca solo una coppa tra formazioni che militano nelle varie serie svizzere, ma vince sempre il Vaduz) e nemmeno un inno nazionale, dato che prima delle partite viene suonato "God Save the Queen" con parole diverse. Non c' è più Mario Frick, ex Arezzo, Verona e Siena, che si è ritirato a 41 anni. Il ct Pauritsch - un austriaco che nel Principato ha preso casa dal 2008, partendo dalla panchina dell' Under 21 - ha convocato per la terza volta il figlio 18enne dell' ex bomber, Yanik, che milita nella seconda squadra di una formazione austriaca. E la stella del 4-1-4-1 ora è l' empolese Buchel. Tutto facile, quindi? No, perché all' Italia è spesso mancato l' istinto da killer. Negli anni 2000, solo le Far Oer sono state seppellite (5-0 nel 2010).

Anche andando indietro nel tempo, è raro trovare risultati larghissimi: 6-1 e 5-0 a Malta a cavallo tra gli Anni 80 e 90, mentre nei '70 si trovano appena un 5-0 al Lussemburgo e un 6-1 alla Finlandia. Solo negli Anni 60 l' Italia era davvero letale, ma mai oltre il 6-0 (Turchia, 1962). Per trovare risultati simili a quelli auspicabili a Vaduz, bisogna perciò tuffarsi nel passato: 0-9 agli Usa nel 1948 (seguito da uno 0-8 nel 1952) e ancora il 3-11 rifilato all' Egitto alle Olimpiadi 1928.

La peggiore nemica di se stessa sembra perciò l' Italia, con l' esordio del 4-2-4 e l' innesto di tanti giovani. Nella gelida Vaduz, infatti, nasce finalmente l' Italia di Ventura dopo gli esperimenti post-Conte. E una prova positiva potrebbe dare al ct il coraggio di confermare la svolta anche contro la Germania martedì a San Siro (o si tornerà al 3-5-2?). «Mi sorprende chi sottovaluta questa partita: la priorità è vincere, non i gol», si nasconde un prudentissimo Ventura, «i giovani devono prendere esempio dai senatori, è un esame psicologico». «Ho sofferto persino contro le Far Oer», ricorda capitan Buffon, sempre battuto nelle quattro uscite post-Europeo: «Mi auguro solo di vincere e non incassare gol, il pallottoliere non è affar mio».

Francesco Perugini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog