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I verdetti

Dopo Italia-Germania 0-0: azzurri rimandati, il ct Ventura bocciato

Dopo Italia-Germania 0-0: azzurri rimandati, il ct Ventura bocciato

Finisce in amicizia l’amichevole che non doveva essere tale. «Il risultato conta relativamente», aveva provato a reclamare Ventura alla vigilia di Italia-Germania. Hanno chiarito subito il contrario i tifosi di San Siro con gli striscioni e i fischi all’inno ospite. In fondo loro sono i campioni del mondo e, l’ultima volta che ci hanno affrontato, hanno passato il turno solo per i “rigori” di Pellè e Zaza. I soliti crucchi hanno passato gli ultimi giorni a litigare con San Marino dopo averlo asfaltato, noi - da italiani masochisti - li abbiamo spesi a litigare sulla data d’inizio del prossimo campionato. Ieri si sono aggiunti alla discussione le istituzioni, da Carlo Tavecchio («serve l’ok della Lega, ma se ci fosse stata la riduzione delle società di A...», rivendica il numero 1 della Figc) a Maurizio Beretta, il presidente dei club che promette un «accenno informale» al tema nel consiglio di venerdì.
La prende per quella che è - un’occasione per sperimentare - la Germania, che conferma appena quattro titolari e butta in campo riserve e ragazzi. Eppure comanda lo stesso il gioco (87% di passaggi riusciti) di fronte a un’Italia nuova solo nell’aspetto. Il 3-4-3 scelto dalla Nazionale (lo stesso del ko 4-1 pre-Europei), infatti, prova ad adattarsi al modulo tedesco, ma Eder e Immobile passano più tempo a scambiarsi di posizione che ad aiutare il centrocampo. In campo brilla soprattutto la stella di Goretzka: prelevato a 18 anni dal Bochum, a 21 anni ha preso l’eredità di Draxler allo Schalke04. Compie qualche errore di gioventù, mostrando però quella personalità che giustifica l’interessamento della Juve (anche perché ha lo stesso procuratore di Khedira). Nel frattempo, il gattopardesco calcio italiano continua a chiedersi se Verratti a 24 anni possa prendersi questa squadra sulle spalle, tanto che il talento del Psg si riaccomoda in panchina per un anonimo Parolo.
Zappacosta e Darmian restano troppo prudenti e fanno abbassare tutta la squadra, anche se la difesa a tre tiene con l’aiuto di Buffon. Sembra, insomma, di vedere un ritorno ai principi del Toro di Ventura, sempre coperto e pronto a colpire soprattutto in verticale. Solo che a costruire ci finisce De Rossi che, a fronte di un paio di intuizioni interessanti, spreca troppi palloni. Insigne, intanto, mastica amaro in panchina, mentre Berardi sorride da casa in attesa di guarire e di una chiamata: se Ventura vorrà riproporre il tridente, dovrà riflettere sul loro utilizzo.
Dopo l’intervallo c’è la passerella casalinga per Donnarumma (e Astori), mentre Loew toglie pure Hummels per Tah (20 anni). La Germania perde il suo cervello arretrato e gli azzurri guadagnano campo, anche perché i tedeschi perdono le distanze dai reparti. Alza la testa finalmente la Nazionale, trascinata da Belotti – l’unico sempre presente davanti – che chiede anche un rigore. Non serve nemmeno la moviola in campo (Var) per vedere che è tutto regolare. C’è ancora gioventù tedesca da ammirare (Gnabry, 21 anni e tre gol a San Marino), anche se la ripresa ai punti andrebbe all’Italia (ma resta il giallo del gol annullato a Volland) che trova finalmente anche i binari per lanciare gli scatti di Immobile. L’ennesima scossa arriva da Bernardeschi, l’ultimo brivido dal palo di Belotti. Sarebbe stato un premio eccessivo per gli azzurri, ma quanto avremmo goduto per una vittoria... in amichevole.

di Francesco Perugini

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Commenti all'articolo

  • primus

    16 Novembre 2016 - 20:08

    Ventura uno che non ha mai vinto un k***o, , mi meraviglia che la Juve possa dare la disponibilità dei suoi giocatori a uno del genere da sempre un anti Juve

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