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Taribo West, il suo ex presidente: "Ha 12 anni in più di quanto dichiara"

Il nigeriano, ex di Inter e Milan, nel 2002 passò al Partizan. L'ex numero uno Zecevic: "Non è nato nel 1974, ma nel 1962..."

Taribo West, il suo ex presidente: "Ha 12 anni in più di quanto dichiara"

 

di Claudio Brigliadori

A fine Anni 90 i tifosi interisti gli avevano dedicato un coro: "Taribo mangiali tutti!". Per chi non se lo ricorda, Taribo era Taribo West, roccioso e aggressivo difensore nigeriano famoso anche per le treccine multicolore. Quel "mangiali tutti", che esprimeva al meglio il suo spirito corsaro, oggi andrebbe aggiornato con un "ma prima mettiti la dentiera". Perché nel 1997, quando arrivò a Milano dal club francese dell'Auxerre, non aveva 23 anni, come annunciava il passaporto, ma 35.

Un vecchietto al Partizan - La denuncia, a scoppio ritardato, è dell'ex presidente del Partizan Belgrado Zarko Zecevic, che nel 2002 acquistò West (che dopo l'Inter giocò anche con Milan e Derby County)  all'età annunciata di 28 anni, In realtà, accusa Zecevic, Taribo non sarebbe nato nel 1974 ma nel 1962. "Firmò per noi dicendo di avere 28 anni. Solo più tardi   scoprimmo che in realtà ne aveva 12 di più, ma stava giocando bene e non ci siamo pentiti di averlo preso. West, mentì anche quando, 4 anni dopo, era in trattative con il club croato del Rijeka. All'età di 44 anni disse ai dottori di averne 32. Durante le visite mediche di routine al ginocchio, però, i dottori ebbero il sospetto che il difensore nigeriano fosse in realtà decisamente più vecchio". Alla fine, West non firmò con i croati ma non smise di giocare perché continuò la sua carriera in Inghilterra con il Plymouth e poi in Iran, nel Paykan, dove ha concluso la sua carriera alla "tenera" età di 46 anni nel 2008.  

Precedenti aftricani
 (e non solo) - Taribo si aggiunge così alla folta schiera di giocatori africani dall'età indecifrabile che tra anni Ottanta e Novanta, grazie all'allegra gestione dell'anagrafe dei rispettivi paesi d'origine, sbarcarono in Europa: dal camerunense Roger Milla (il più anziano ad andare a segno in un Mondiale, Usa 94, a 42 anni... presunti) al ghanese Abedì Pelè (stella del Torino) e il liberiano George Weah (decine di gol tra Monaco, Psg e Milan). Tutti approdati non giovanissimi e invecchiati (benissimo) senza che nessuno si sia mai posto il problema. Non solo Continente nero, comunque. La Serie A, grazie al fantasioso presidente del Perugia Luciano Gaucci, nel 2000 conobbe anche il primo cinese a giocare in Italia, il centrocampista Ma Mingyu: ufficialmente 30enne, ma presto si sparse voce che di anni ne avesse in realtà 42. La velocità di gioco e le qualità tecniche del placido Ma hanno per la verità rafforzato le tesi delle malelingue.

Il caso Eriberto - Il caso più clamoroso però è quello del brasiliano Eriberto. Chi non lo ricorda con questo nome non ha tutti i torti, perché la sua vera identità è Luciano anche se per per 5 anni ha mantenuto identità falsa (comprata da un faccendiere in patria) con tanto di data di nascita taroccata: non 1975, come nella realtà, ma 1979. E grazie al ringiovanimento è Luciano/Eriberto è riuscito nell'ordine a strappare il suo primo contratto al Palmeiras, vincere il bronzo a un campionato sudamericano Under 20 nel 1999, arrivare in Europa e sbarcare in A, al Bologna prima e al Chievo poi. Roso dal senso di colpa, nel 2002 l'ala brasiliana ha svelato la frode. Squalificato per un anno (poi ridotto a 6 mesi), fa la meteora all'Inter (senza incrociare West...) per poi tornare nel club che gli ha dato le maggiori soddisfazioni. Per la cronaca, Luciano gioca ancora nel Chievo e nessuno gli chiede più l'età. Forse perché a 38 anni suonati pare scortesia.

 

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Commenti all'articolo

  • gibuizza

    05 Aprile 2013 - 13:01

    E' da molto tempo che viene denunciato questo imbroglio che permette a giocatori stranieri di inserirsi nei campionti europei giovcanili scalzando giovani promesse nostrane grazie ad un'età superiore a quella consentita. Cosa fa la magistratura e soprattutto la giustizia sportiva?

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