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Telenovela infinita

Milan, l'ultimo giallo sul closing: chi ha prestato i soldi ai cinesi

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Milan, l'ultimo giallo sul closing: chi ha prestato i soldi ai cinesi

Nel mistero del closing tra Milan e cinesi spuntano una buona e una cattiva notizia. E, paradosso, coincidono. Quella buona è che, come testimoniato dai documenti riservati pubblicati dal sito Calcio & Finanza, nella trattativa come "finanziatori" della Sino-Europe Sports che a marzo dovrebbe rilevare il club rossonero c'è un autentico colosso finanziario cinese, la China Huarong Asset Management, al 348° posto nella classifica di Forbes dei gruppi industriali più ricchi al mondo con un patrimonio stimato di 14,3 miliardi di euro (la famiglia Berlusconi è a 6,6). Non male per i tifosi rossoneri sapere che dietro i nuovi proprietari potrebbe esserci una realtà dalla comprovata capacità economica.

Questa notizia però è offuscata da chi punta il dito contro la modalità con cui la CHAMC ha "prestato" i 100 milioni della seconda caparra a Sino-Europe Sports attraverso Willy Shine International, una holding con sede in un paradiso fiscale, le Isole Vergini Britanniche. Le lungaggini per ottenere le autorizzazioni dal Governo di Pechino a trasferire i capitali avrebbe portato i cinesi a questa soluzione. Il fondo Willy Shine International Holding Limited (con sede alle Isole Vergini) ha
versato in data 14 dicembre 2016, dopo un accordo preso il 13 dicembre, al fondo Rossoneri Sport Investment (il veicolo di Sino Europe attraverso il quale realizzare l'operazione Milan) la cifra di 830 milioni di dollari di Hong Kong, ovvero 102 milioni di euro. E nello stesso giorno è stato ufficializzato l'accordo fra Fininvest e Sino-Europe per la proroga del closing. Su media e social network ovviamente è montata la polemica sulla "moralità" dell'operazione che potrebbe aggiungere ombre a una trattativa sempre più simile a una telenovela sportivo-finanziaria. 

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Commenti all'articolo

  • gigi0000

    05 Gennaio 2017 - 18:06

    Gli imbecilli rossi non sanno certamente che Renzi ha introdotto una norma che equipara di fatto i paradisi fiscali agli altri stati, con possibilità di deduzione delle fatture emesse da società ivi domiciliate alla stessa maniera delle altre fatture nazionali o meno. Sostanzialmente un'abolizione delle Black List. Dove sarebbe quindi il problema morale? L'amoralità risiede nel "dagli all'untore".

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  • angelorosa

    05 Gennaio 2017 - 15:03

    vedo che la mamma degli imbecilli è sempre incinta, siamo all'inizio dell'anno 2017 e si sente la solita cantilena provate con qualche cosa d'altro.

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  • scorpione2

    05 Gennaio 2017 - 14:02

    indovina indovinello,dalla foto chi e' il vero cinese? io lo so',io lo so' e' il vecchio latrin lover.

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