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Sogno finito

De Laurentiis fa lo SpaccaNapoli: così può saltare tutto

De Laurentiis fa lo SpaccaNapoli: così può saltare tutto

Solo se pensato per dirottare l' attenzione dalla sconfitta del Napoli a Madrid, il monologo di Aurelio De Laurentiis si può considerare utile. In tutti gli altri casi, più probabili, è stato dannoso. La testa che la squadra partenopea teneva ben alta uscendo dal Bernabeu (con il 5.29% di share è stato l' evento calcistico internazionale più visto della stagione su Premium) è stata spinta verso il basso proprio dal suo presidente. Se rimontare il 3-1 era già difficile, ora lo è di più. Se evitare che una sconfitta in Champions si rifletta sul campionato è di per sé complicato, ora lo è di più. Il contagio del post-Bernabeu rischia di essere incontrollabile a tal punto che il 3° posto in A appare improvvisamente meno saldo.

La critica del presidente - il cui diritto di parola non è in discussione, ma la riservatezza è una precauzione necessaria - ha due obiettivi: Sarri e la squadra. La doppia accusa rischia di rompere un giocattolo perfetto. Per quanto riguarda il tecnico, va premesso che Sarri è diventato necessario per il Napoli, ma non lo è mai stato per De Laurentiis (che dopo due pareggi e una sconfitta nelle prime 3 gare dello scorso campionato contattò subito Mazzarri).

È una distanza riempita dalla bellezza incontestabile del gioco del mister che ha permesso al Napoli di arrivare alla sfida con il Real con l' illusione di potersela giocare. Ma la critica all' allenatore, seppur discutibile, rimane il problema minore: Sarri è orgoglioso ma abbastanza saggio da sorvolare. Ma non può esserlo la squadra, secondo DeLa priva di «cazzimma» eccezion fatta per «il napoletano Insigne» e i giocatori non utilizzati. Questi ultimi sono il pretesto per sottolineare il mancato turnover di Sarri nelle partite facili, proprio quelle in cui il Napoli tende a deludere. Chiaramente, Sarri limita i nuovi acquisti perché li considera acerbi (soprattutto Giaccherini e Rog, perché Zielinski e Diawara sono titolari) o inutili (per la panchina ha scelto "mezzo Milik" piuttosto di Pavoletti, pagato 18 milioni al Genoa).

Ribaltando il punto di vista, con una sola letale dichiarazione, DeLa ha potenzialmente diviso la squadra in due fazioni: da un lato i "titolari" che, capitanati dal piccatissimo Reina, giocheranno per salvare la propria reputazione e quella del mister; dall' altro gli esclusi che ora, grazie al presidente, si ritrovano in mano il coltello dalla parte del manico da puntare contro Sarri. Mezzo ammutinamento è sufficiente per sabotare un' intera annata.

Il De Laurentiis sereno degli ultimi mesi ha fatto posto all' incontentabile e sprezzante capo che protegge la sua immagine rinnegando l' operato dei suoi sottoposti. Ma rimane l' equivoco di fondo: il Napoli ha perso perché inferiore al Real Madrid. Ripetiamo: Real Madrid.

A Zidane è bastato "poco": imbrigliare Hamsik lasciando spazio a Diawara (non a caso il migliore dopo Insigne), buttare la palla addosso a Albiol e Koulibaly, sporcare i sentieri verso Mertens e asfissiare gli inadeguati Hysaj e Ghoulam.
La storia, oltre al danno e alla beffa, suggerisce una morale. Essendo reciproca l' insofferenza tra De Laurentiis e Sarri, ognuno potrebbe utilizzarla a proprio vantaggio, quindi la sfuriata potrebbe essere interpretata in tre modi: 1) ha parlato così, DeLa, perché incapace di razionalizzare la sconfitta; 2) lo ha fatto in piena consapevolezza per preparare il terreno alla cacciata di Sarri; 3) avendo certezze sull' addio del tecnico in estate ha scaricato su di lui la colpa di un eventuale fallimento aprendo i casting per il successore. Qualunque sia l' equazione, vanno considerate le variabili Allegri, Spalletti e Sousa.

Se il primo dovesse lasciare la Juve in estate (in direzione Arsenal?) i principali candidati per sostituirlo sono proprio gli altri due, visto il probabile addio del portoghese alla Fiorentina e il contratto in scadenza di Spalletti con la Roma. E a Sarri quelle due panchine lì, nella Capitale o a Firenze, non dispiacerebbero affatto.

di Claudio Savelli

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Commenti all'articolo

  • ghinoditacco2

    17 Febbraio 2017 - 15:03

    Il peggior nemico del Napoli è il suo presidente, con queste stracafonate, che ogni tanto tira fuori. L'esperienza del Real Madrid è avvenuta con vittorie e con sconfitte. E' sapere gestire le une, e le altre, che consente di diventare grandi club. Con un presidente così stupidamente umorale e con carattere adolescenziale , possiamo pensare di raggiungere simili vette e rimanere a quei livelli?

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