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Il ritratto

Grimaldi, la campionessa mondiale
che non diventerà mai personaggio

L'azzurra trionfa nella 25 km di nuoto, la gara più lunga dello sport. Chi è martina: una ragazza che nuota anche quando levano le corsie, a oltranza

Una sicurezza: dal 2008 non c'è anno senza medaglie. Non finirà sui rotocalchi rosa, ma a tutti va benissimo così. Il ritratto di una bolognese "fiera"
Martina Grimaldi

Martina Grimaldi

Ma che sapore ha, quella medaglia d’oro? Martina Grimaldi la coccola sul podio, con il suo viso rotondo, di bolognese onesta e lavoratrice. 

E’ campionessa mondiale sui 25 chilometri di nuoto, come una maratona, anche più faticosa, è la gara più lunga dello sport, non ci sovvengono competizioni più dispendiose. Ha vinto, c’era già riuscita in acque libere in Canada, tre anni fa ma non nella manifestazione più seguita, dove aveva colto l’argento a Shanghai, il bronzo a Roma 2009, mentre l’anno scorso era stata bronzo olimpico. 

Ha risposto subito al nostro sms di congratulazioni e di successivo appuntamento per intervista, con un bel “Grazie”, appena scesa dal podio per la premiazione. E’ un “Grazie” che giriamo a tutti i lettori di Libero, con orgoglio. 

La campionessa si vede anche da questo, dalle colonne del quotidiano cartaceo l’avevamo intervistata due venerdì fa, alla vigilia di questo mondiale. Tra sms di attualità e frasi ripescate anche da una chiacchierata antica, aggiornata mentre si faceva massaggiare e andava a Casa Italia, arricchita con le sensazioni del ct Massimo Giuliani, cercando anche di catturare l’allenatore Fabio Cuzzani. Due giorni prima delle gare va così, anche la campionessa della porta accanto fatica a essere disponibile per una chiacchierata lunga e irriverente, com’è nello spirito di questa testata. 

E’ l’unica medaglia del fondo azzurro, la speranza è che non sia il solo titolo dell’intero nuoto italiano. 

Provateci voi a stare in acqua dalle 8,15 del mattino alle 13,30, a vincere al fotofinish, toccando per un decimo prima della rivale Maurer. Lo sprint a volte va, a volte viene. Vengono in mente i 10 centesimi costati l’oro a Tania Cagnotto, il principio è lo stesso, solo che qua non c’è giuria di mezzo e il cronometro non mente.

Martina è sincera, è una bolognese fiera. Non è una pin-up, eppure resta un grande personaggio. Studia statistica, a 24 anni abbina libri e nuoto. Una vita massacrante. Perchè i soldi sono pochi, la disciplina non è così popolare e il dispendio sempre enorme. Più fisico che mentale. Mica può diventare come Federica Pellegrini, mica passa di amore in amore e di evento mondano o in passerella. 

Studia, nuota e non ama essere al centro dell’attenzione. Grimaldi, Bologna, Emilia, Italia, Europa, mondo. Campionessa del mondo. 

Martina non diventerà mai personaggio, non è nelle sue corde, però è generosa con lo sport nazionale, ha una bacheca cospicua e a Rio De Janeiro 2016 si presenterà da naturale favorita per conquistare il titolo a cinque cerchi. Avrà 28 anni, non troppi considerato che la tedesca Maurer preceduta al tocco ne ha 36. Martina se avrà voglia può reggere tranquillamente sino al 2020 e anche più, continuando a dominare Europei e Mondiali sulla distanza infinita.

Ha provato per il triplete, era finita ai piedi del podio nella 5 e nella 10 chilometri, non si è persa d’animo, sapevamo che sul fondo vero non ha eguali. 

Per lo sport italiano, probabilmente, sarà l’impresa dell’anno. Quel rush finale a perdifiato, con Alice Franco quarta per poco e un arrivo a tre che non finiva mai.

Sul podio Martina canta l’inno a bassa voce, con il procedere del brano si lascia andare, si culla sull’alloro.

E’ sport vero, fatica vera. Altro che Balotelli e gli altri che alimentano il proprio personaggio con estrosità fuori dal campo, tra silenzi e contratti pubblicitari. Martina meriterebbe soldi e gloria, non l’avrà mai. Cioè, dura solo oggi l’attenzione mediatica, fa vendere poco, ma è terribilmente vera e onesta, seria, un’italiana come tante e al tempo stesso come poche. La figlia che tutti vorrebbero avere, la moglie ideale. 

La vetrina la lascia ad altri, non sbatterà su facebook i suoi amori, ha 3121 amici, cifra da ragazza appena oltre la media.

“Abbiamo il nostro pubblico, ma affezionato”.   

Alla piscina dello Sterlino a Bologna nuota anche quando levano le corsie, a oltranza, è così che si cattura l’iride, diventa la più forte e brava di tutte.

Avrà fatto piangere migliaia di italiani, ammutoliti su quel rettilineo frontale e poi laterale, come inquadrature, con la testa mai persa, in tutti i sensi, in una disciplina non così tradizionale, inserita nei programmi e olimpici e mondiali solo nel nuovo millennio.

Martina è una sicurezza, dal 2008 non c’è anno senza medaglie, fra continente o di più. E’ un’eccellenza dello sport mondiale, una campionessa pura. Il suo doping a occhio è la tavola... Non finirà sulla copertina di Playboy o sui rotocalchi rosa ma a tutti va benissimo così.

Superbrava, supertutto. Come Jessica Rossi, bolognese di Crevalcore oro olimpico con record di bersagli nel tiro a volo. Insieme si presenteranno da favorite in Brasile 2016.

di Vanni Zagnoli

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