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Cari juventini, basta balle: perché Dybala è una pulce rispetto a Leo Messi

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Cari juventini, basta balle: perché Dybala è una pulce rispetto a Leo Messi

La speranza è che la sfida del Camp Nou sia riuscita nell'impossibile: persuadere tutti a smetterla di paragonare giocatori che giocano nello stesso ruolo o calciano con lo stesso piede. Il nuovo Zidane non esisterà mai, il nuovo Pelé non può essere per ovvie ragioni un funambolo pagato 222 milioni, il nuovo Maradona non è Messi. Che sarà lui in primis parecchio stufo dell' accostamento. Perché Messi è Messi e basta. Già da parecchi anni, e l' ha dimostrato una volta di più spazzando via la (ex?) miglior difesa d' Europa. Figuriamoci, dunque, se Dybala possa essere il nuovo Messi. È il ragazzo dal viso pulito a cui ogni mamma vorrebbe dare la figlia in sposa. Forte, ma non (o non ancora?) indimenticabile. L' altro invece è un fenomeno che, facendo il Diavolo in campo, costringe tutti a chiamarlo Dio.

Archiviato il paragone, la mattanza che va in scena al Camp Nou proprio mentre tutta la città catalana combatte gli spettri del terrorismo, lascia parecchie indicazioni. La Juve ha incassato 8 gol nelle prime 5 partite ufficiali. Bonucci o non Bonucci, la difesa ha un problema. Anzi, più di uno. Benatia che si fa scartare da Sua Santità la Pulce senza nemmeno allungare la gamba è comico. Barzagli non può giocare nella difesa a 4, né da centrale né da terzino. Può giocare ancora alla grande come terzo di destra. Peccato che Allegri la difesa a 3 non la usi più. La scelta di lasciare Lichtsteiner fuori dalla lista Champions, senza aver comprato un erede di Dani Alves mette la società alla prima occasione di fronte a un contrappasso dantesco: De Sciglio si rompe, entra Sturaro.

A centrocampo se Matuidi gioca nel suo ruolo naturale (come fa al Camp Nou), e cioè interno in un centrocampo a 3, significa che qualcun altro non lo è. Tipo Pjanic. E che Bentancur in mezzo al caos ancora fa fatica. Davanti, poi, in ruolo non c' è nessuno. A parte Higuain. Douglas Costa può giocare da esterno a sinistra, ma è tutt' altro che devastante. Di Dybala "alla Messi", invece, si è già detto.

Mentre il Barcellona ha invece le sue, di risposte. La cessione di Neymar verrà in qualche modo assorbita. Semedo e Dembelé (43 anni in due) devono raccogliere eredità pesanti (dopo Dani Alves il Camp Nou non ha più visto un terzino destro decente).
Non sono ancora fulmini di guerra, è vero, ma sanno stare al loro posto. La loro quadratura la troveranno, semplicemente perché sono circondati da fenomeni. Ogni volta dati per morti e ogni volta rinvigoriti dai malocchi. Ecco, forse la vera sentenza del Camp Nou, in finale, è proprio questa: la Juve è una squadra, ancora ottima, ma con dei limiti. Il Barcellona, invece, è un sistema. Con un Dio come centravanti.

di Daniele Dell'Orco

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