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Le bizzarrie del giudice sportivo

I cori dei tifosi juventini?
Puniti più dei gavettoni di piscio

I canti contro i partenopei dei bianconeri più gravi della pipì dei tifosi azzurri. Un rubinetto in testa fa meno male di uno sfottò

I cori dei tifosi juventini?
Puniti più dei gavettoni di piscio

Ci avevano tanto illuso e c’eravamo tanto illusi che la panacea ai mali del calcio italiano fosse lo stadiodiproprietà, da scrivere tutto attaccato e ripetere come un mantra: è il futuro, la soluzione al fatturato, riporterà famiglie e bambini. Ma dove? Nello stadiodiproprietà esistono anche telecamere di proprietà, steward e vigilanza che a quanto pare non funzionano con il tifoso italiano: doveva essere il grande  deterrente contro disordini e violenze, è appena un palliativo. Grazie alle immagini interne dello Stadium è stato arrestato un tifoso partenopeo perché beccato a lanciare una bomba carta: e le altre quattro sanzionate dal giudice sportivo? Le ha tirate tutte lui o sono decollate da sole? E i rubinetti? E i gavettoni di pipì? C’è bisogno di andare a cercare i responsabili il giorno seguente invece di prenderli quando sono dentro lo stadio, a partita finita? La sanzione ai cori discriminatori, poi, racconta che piuttosto che identificare i singoli gruppetti di beceri è più facile colpire un settore intero, tutti nello stesso calderone di una norma comunque inapplicabile per come è concepita. C’è ancora tanta strada da fare, soprattutto se un coro «territoriale» (o presunto tale, visto che ormai ci sono pure gli auto-insulti) secondo chi deve giudicare fa più male di un rubinetto in testa.

di Tommaso Lorenzini

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