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Il testa a testa

I sette "se" di Roma: la Maggica può vincere lo scudetto?

Rudi Garcia ha due settimane per preparare il match dell'anno contro la Juventus. Ecco tutte le carte in mano ai giallorossi per dare l'assalto al titolo

I sette "se" di Roma: la Maggica può vincere lo scudetto?

Il complimento più bello a Conte l’ha fatto domenica pomeriggio Rudi Garcia: la Juventus sembra «un treno infernale».  Quadrata, asfissiante, muscolare, rabbiosa, la squadra bianconera ha cinque punti più di quanti ne avesse  alla vigilia di Natale  nello scorso campionato. Mutilata della Champions League, oltretutto, la Vecchia signora si ritrova con una dose extra di forze da spendere per la volata tricolore. Ma c’è la Roma. L’unica che il «treno infernale» riesca ancora almeno a intravederlo. E scusate se è poco. L’impresa  ha dell’impossibile - i bookmakers pagano 1.20 per lo scudetto juventino mentre la quota di quello romanista è 5.50 - ma se a Trigoria si giocassero le carte giuste, se pò fa’.

1 - Se la Roma non perde a Torino. Mica facile, ma se l’obiettivo è raggiungere la vetta il primo passo dev’essere evitare che s’allontani ulteriormente. Conte è alla nona vittoria di fila, la decima sarebbe un record senza tempo oltreché la pietra tombale sul campionato, e l’unico modo che la Roma abbia per tenere alzato il sipario è giocarsi il tutto per tutto allo  Juventus Stadium. Cercare di contenere i bianconeri, in casa loro, è il modo migliore per uscirne a mani tristemente vuote. La Roma sa attaccare, anche meglio della Juve. In velocità palla a terra, quando porta tanti uomini nella metà campo altrui, il calcio giallorosso è a dir poco velenoso. E non è detto che Conte abbia l’antidoto per tutto.

2 - Se rinforza il centrocampo. La rosa della Roma è all’altezza. C’è la tecnica di Pjanic,  Ljajic e Destro, la continuità di Strootman, la totalità di De Rossi, l’affidabilità di Benatia e Castan, l’esperienza di Maicon, le gambe di Gervinho e Florenzi, il sovrannaturale di Totti. Sulla scacchiera Garcia ha pezzi di gran qualità, però la prima parte di campionato ha svelato la mancanza di qualche ricambio. A centrocampo in particolare - tolti De Rossi e Strootman - il  volenteroso Bradley di per sè non è un’assicurazione sufficiente e ai vari Taddei e Marquinho non si possono chiedere miracoli. Se il mercato di gennaio partorisse un mediano tuttofare, magari con qualche battaglia alle spalle e non per forza da strapagare, dalla panchina potrebbero arrivare ottime soddisfazioni. 

3 - Se non logora Totti. Per la Roma avere o meno il suo capitano equivale alla differenza fra essere solo forte o superlativa. Nel primo mese e mezzo di stagione il Pupone ha capeggiato egregiamente il branco di lupacchiotti, ma lo ha fatto a ritmi serrati. E si è rotto, per quasi due mesi. Età e cicatrici   esasperano i tempi di recupero, quindi - anche a costo di privare Francesco nazionale di qualche passerella - gli sforzi di Totti vanno centellinati per aumentare le chance di averlo al top nel momento cruciale. Ossia il suo.  

4 - Se fa filotto.  Il 20 febbraio la Juventus incontrerà il Trabzonspor, dando inizio alla sua avventura in Europa League. Coi turchi sarà  sedicesimo di finale. Da lì in poi, altre ipotetiche otto partite porterebbero la Juve alla suggestiva finale di Torino, ma la cavalcata potrebbe costare qualche punto in campionato. Se la Roma fino al 20 febbraio saprà restare in scia (e il modo migliore è vincere sempre) poi potrebbero aprirsi scenari interessanti. 

5 - Se i mondiali non pesano. Rispetto alla Juve, la Roma ha meno giocatori certi di andare al Mondiale in Brasile. A questi livelli  è più che altro una suggestione, ma qualcuno che a fine stagione potrebbe sentire la tentazione di «togliere la gamba» va avvertito per tempo.

6 - Se sfrutta l’Olimpico. Lo Juventus Stadium è il dodicesimo uomo bianconero. La Roma invece domenica ha affrontato il Catania in un Olimpico mezzo vuoto (40 mila spettatori circa). Coi siciliani non se n’è sentito il bisogno ma più avanti, quando i punti saranno come macigni, uno stadio gremito potrà far la differenza. Abbassare i prezzi dei biglietti per riempire le gradinate potrebbe non essere poco redditizio come sembra.

7 - Se Garcia infiamma l’ambiente. Finora ha tenuto un profilo basso. Rudi Garcia sa che la capitale ribolle per il calcio e ha smorzato, saggiamente, gli entusiasmi, bisbigliando parole buone per tutti davanti ai microfoni di radio e tv. Tuttavia fra qualche mese, quando il gioco potrebbe farsi veramente duro, avere alle spalle un ambiente infuocato e pizzicare i nervi altrui risulterebbe decisivo. Mourinho docet.

di Fabio Corti

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