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Bufera rossonera

Milan, dopo Galliani arriva Seedorf

Clarence Seedorf e Massimiliano Allegri

Clarence Seedorf e Massimiliano Allegri

Godot alla fine arriverà. C’è voluta la drammatica sconfitta contro il Sassuolo per smuovere dalle fondamenta il Milan e anticipare di sei mesi l’approdo di Clarence Seedorf sulla panchina del Milan. O meglio, di limitare a mezza stagione il ritardo dell’olandese rispetto ai piani di Silvio Berlusconi 

Il patron sognava il ritorno dell’olandese per affidargli la panchina già lo scorso giugno, ma poi aveva ceduto ai consigli di Adriano Galliani. L’ex numero 10 del Diavolo ha sempre affascinato il presidente per cultura personale e pedatoria e il Cavaliere è pronto a scommettere tutto su di lui. Come fece con Sacchi, Capello e Ancelotti: il meglio della storia rossonera. E cancellare in fretta uno dei peggiori momenti della propria gestione, suggellato dall’incredibile ko del Mapei Stadium. La scossa urgente annunciata da Barbara Berlusconi nel dopopartita di Reggio Emilia - «bisogna cambiare» - diventa realtà alle 11.24: Allegri esonerato. Con i ringraziamenti di rito, ma anche un «a mai più» che appare beffardo per qualche minuto sul profilo Facebook del club. Max è già il passato mentre guida verso Milanello: la notizia dell’addio gliela dà per telefono Adriano Galliani in arrivo nel ritiro rossonero. Tra i due c’è un ultimo pranzo prima dei saluti: «Mi dispiace per come è andata soprattutto dal lato umano. Questo è il calcio», il commento all’uscita dell’ad dopo un lungo faccia a faccia con la squadra. Tanto per ricordare a tutti che le colpe non sono solo dell’allenatore che intanto saluta e ringrazia il club «per l’esperienza gratificante condita da importanti successi». 

In panchina ci va Mauro Tassotti: «Temporaneamente» chiarisce il comunicato societario. Cioè solo per la Coppa Italia (domani c’è lo Spezia), poi comincerà la nuova vita del Diavolo. Quella che viene disegnata ad Arcore negli stessi momenti. Preallertato nella notte dopo il successo nel derby Primavera, Filippo Inzaghi spera di non dover bere l’amaro calice del traghettatore. E viene esaudito: il Milan di Seedorf deve cominciare il prima possibile, senza più indugi. Ad anticipare la virata erano state le parole di Deborah Martin: «Esiste una clausola che permette a Clarence di andare via senza penale, a meno che non vada a giocare in un altro club», assicura l’agente del futuro tecnico, «e adesso ha tutte le carte in regola per allenare». 

Una posizione confermata anche dai vertici del Botafogo, nel giorno delle visite mediche per l’olandese in Brasile: «Qualora volesse intraprendere la carriera d’allenatore, non avrebbe bisogno del nostro ok», la conferma del dt Sidnei Loureiro. La squadra sperava di tenerlo fino ai prossimi impegni di Libertadores, ma il richiamo del Diavolo è troppo forte. Il giocatore dribbla i commenti - «parlate col mio agente», dice a «Rtl» - ma c’è già la data per il suo arrivo a Milano: giovedì, in tempo per firmare il contratto (fino al 2016) e debuttare da allenatore a San Siro domenica sera col Verona. Un esordio da predestinato, o forse da incosciente: di sicuro da uno che non ha paura di niente. 

Escono le prime indiscrezioni anche sul suo staff che potrebbe non comprendere Mauro Tassotti: il Milan resterà - anzi, tornerà - ai milanisti. E agli olandesi. Seedorf vorrebbe come secondo Patrick Kluivert (attuale vice di Van Gaal nell’Olanda), poi un allenatore per reparto: Jaap Stam per la difesa (assistente al momento di Frank De Boer all’Ajax) ed Hernan Crespo per l’attacco (tra i più brillanti neopatentati di Coverciano). E c’è l’ipotesi Edgar Davids per il centrocampo.

Poca esperienza, tanta qualità e il ritorno della filosofia oranje nello spogliatoio rossonero: il «nuovo vecchio» Milan fa già sognare.

Francesco Perugini

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