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Sudafrica sul caso Semenya:

pronti alla guerra mondiale

Sudafrica sul caso Semenya:
Il Sudafrica ha reagito con rabbia alla notizia che gli esami effettuati sul sesso della campionessa mondiale degli 800 metri, Caster Semenya, avrebbero dimostrato che l'atleta sudafricana è ermafrodita, minacciando di far scoppiare la "terza guerra mondiale". L'organismo che governa l'atletica mondiale si è rifiutato di confermare la notizia diffusa dal Daily Telegraph, secondo cui l'atleta 18enne avrebbe caratteri sessuali sia maschili che femminili. L'Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera ha detto che esperti esamineranno i risultati dei test sul sesso effettuati su Semenya. Fino a novembre non verrà presa alcuna decisione.

"Credo che scoppierà la terza guerra mondiale. Arriveremo fino al massimo grado nel contestare questa decisione. Credo che sia del tutto scorretto e ingiusto", ha detto il ministro dello Sport Makhenkesi Stofile. Il presidente del Sudafrica Jacob Zuma ha criticato aspramente la violazione della privacy di Semenya e quella che ha definito una violazione dei suoi diritti, nonostante né lui né Stofile abbiano smentito la notizia. "Non capisco perché non dovremmo rispettare il rapporto tra medico e paziente. Perché, quando sono stati fatti gli esami, sono stati pubblicati?", ha detto Zuma. Il Telegraph sostiene che gli esami hanno rivelato che Semenya non ha né utero né ovaie, ma che invece ha i testicoli interni, gli organi sessuali maschili che producono il testosterone, e che nell'atleta il livello di questo ormone è tre volte superiore a quello di una donna "normale". Secondo il quotidiano la Iaaf sarebbe "pronta a squalificare Semenya dai prossimi eventi e le avrebbe consigliato di sottoporsi subito a un intervento chirurgico perché la sua situazione provoca gravi rischi per la salute. Non avrebbe invece ancora deciso se privare Semenya della medaglia d'oro per gli 800 metri".

Semenya, che avrebbe dovuto partecipare a una corsa di cross country a Pretoria domani, nella prima gara dopo il titolo mondiale, si è ritirata. Il suo allenatore, Michael Seme, ha detto che non si "sente bene". Stofile ha detto nel corso di una conferenza stampa che il suo ministero ha "appreso con shock e disgusto" le notizie dei media sui risultati degli esami, che il governo sudafricano non ha ancora ricevuto. "La questione qui è che la ragazza ha livelli di testosterone non desiderabili, che c'entra? Che non ha l'utero, e allora?", ha commentato. Nick Davies, portavoce della Iaaf, ha detto che le notizie dei media sui risultati dei test sul sesso non devono essere considerati come se fossero ufficiali. "Ci sarà un consiglio (Iaaf) il 21 novembre e quella sarà l'opportunità per prendere definitivamente una decisione", ha detto. Alcuni sudafricani hanno accusato la Iaaf di razzismo per aver imposto a Semenya di sottoporsi al test, mentre l'opinione comune tra i sudafricani è che la costituzione e la muscolatura di Semenya siano comuni in una donna che pratica l'atletica leggera, e l'atleta è stata accolta come una vera eroina al suo ritorno in patria da Berlino. La vicenda ha toccato un nervo scoperto in un Paese in cui la razza è ancora un argomento scottante dopo decenni di apartheid, terminata nel 1994.

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