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Una maratona da 166 km

attorno al Monte Bianco

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Una maratona da 166 km
2300 runner pronti ad affrontare la maratona più dura ed estrema d’Europa. Non si corre su strada, ma tra i sentieri attorno al Monte Bianco, attraversando tre nazioni: Italia, Svizzera e Francia. E’ la sesta edizione di The North Face Ultra-Trail du Mont-Blanc, che in poche parole vuol dire sudore, forza d’anima, orgoglio e contatto faccia a faccia con la natura della montagna. Una gara che misura 166 km e che si vince con un tempo di venti ore. Tutte di corsa, anche quando si tratta di arrampicarsi per le mulattiere e o i sentieri più stretti.
Come se non bastasse, l’edizione 2008 offre un finale più impegnativo. I concorrenti dovranno salire la Flegere (alta 1877 metri) prima di arrivare sul traguardo. Si parte domani da Chamonix, alle 18:30. 46 ore concesse per fare tutti i 166 chilometri. Gli ultimi chilometri sono accompagnati dal maestoso paesaggio della catena del Monte Bianco.
“Ci vuole un pizzico di fierezza e il massimo di umiltà”, racconta Dean Karnazes, uno che ha portato a termine 50 maratone in 50 giorni, in ogni condizione di terreno e ambientale. Tra i partecipanti c’è Carlo Dagradi, giornalista di Focus che racconterà l'esperienza sul suo blog. Mentre l’intera storia di questa sfida uomo-natura la trovate nelle pagine dello sport a firma di Tommaso Lorenzini.

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Commenti all'articolo

  • mari

    29 Agosto 2008 - 14:02

    L'ultra trail del Monte Bianco è la corsa a piedi in montagna più importante del mondo. Stamattina a Courmayeur è partita la corsa breve (si fa per dire) di 98 km: CCC (Courmayeur/ITA, Champez/SV, Chamonix/FRA). Al via 1700 partecipanti con l'obbligo di avere nello zaino: lampade frontali (si corre anche di notte), coperta salvavita (per mantenere il calore corporeo in caso di malore notturno), fischietto, garza elastica adesiva (per bendaggi), 2 l d'acqua, provviste alimentari (barrette), pantaloni lunghi e giacca impermeabile. Corsa eco-compatibile: vietato lasciare cartacce o altro durante il percorso, pena la squalifica. Volontari sia di giono che di notte per offrire ristoro, assistenza, conforto, in un ambiente festoso e di amicizia: la festa della montagna!

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