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Napoli: curve chiuse al S. Paolo

De Laurentiis: "Mollo tutto"

Napoli: curve chiuse al S. Paolo
Napoli - Cattive notizie per i tifosi napoletani: la loro squadra del cuore giocherà  "tutte le gare" alla stadio S. Paolo con le curve A e B chiuse agli spettatori fino al 31 ottobre prossimo. Questa è la delibera del giudice sportivo Gianpaolo Tosel dopo  gli incidenti avvenuti allo stadio Olimpico in occasione della partita Roma-Napoli, oltre all’ammenda di 10mila euro che la società partenopea dovrà pagare per i danni inflitti dai propri tifosi. Nell’incontro Roma-Napoli, secondo le parole del giudice sportivo Tosel, ''all'inizio del secondo tempo, preceduto dallo scoppio di forte intensità di petardi nella zona antistante, faceva ingresso nello stadio un folto gruppo di sostenitori del Napoli che, a stento, venivano 'accompagnati' dalle Forze dell'Ordine nel settore loro riservato''. ''Da tale settore”, prosegue il giudice, “i tifosi napoletani, o sedicenti tali, procedevano ad un intenso lancio di oggetti vari (bottigliette, monete e così via), di bengala accesi e di petardi contro gli addetti alla sicurezza della società ospitante e nel settore occupato dalla tifoseria avversaria, scagliandosi contro le vetrate divisorie, una delle quali veniva danneggiata, e costringendo in tal modo parte del pubblico ad allontanarsi dalla zona a rischio''. Tosel, pertanto, ha stabilito chiaramente che la sanzione deliberata ai danni del Napoli non riguarda il comportamento tenuto da alcuni sostenitori nelle stazioni ferroviarie di Napoli e Roma, ma è relativo ai disordini scoppiati all’interno dello stadio dove si stava disputando la partita tra le due squadre.
Intanto, dalla capitale partenopea arrivano i primi malumori per la delibera emanata.
Aurelio De Laurentiis , presidente del Napoli Calcio, è arrabbiato e deluso: “Ora basta, se è così io sono pronto a mollare tutto”. Del resto l'aveva già detto la scorsa settimana di ritenere “condivisibile bloccare le trasferte di persone non credibili come tifosi veri”, ma che fosse ingiusto “penalizzare uno stadio come il San Paolo in cui il 99% dei tifosi è sano” e quindi “non deve e non può pagare per la violenza di quattro facinorosi che non hanno nulla da condividere con il calcio”. Dello stesso avviso anche l’assessore allo sport del comune di Napoli, Alfredo Ponticelli: "Non è giusto chiudere le curve del San Paolo. Bisogna isolare i teppisti, in questo modo invece non si va su questa strada. E' un provvedimento eccessivo. La regola della responsabilità oggettiva non ha motivo di esistere, le società di calcio che fanno già tanti sacrifici non possono pagare per colpa di altre persone. Mi auguro in un ricorso del Napoli perchè è una ingiustizia".

 

 

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