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La crisi dei mutui rovina

la festa dell'auto di Parigi

La crisi dei mutui rovina

Il brutto momento che sta passando l’economia mondiale per la crisi dei mutui subprime ha finito per incidere sul mercato dell’automobile che si è dato appuntamento a Parigi per il consueto salone. Un’occasione, teoricamente, per far festa e presentare i nuovi modelli. Quest’anno, purtroppo, di divertente c’è poco e non solo lo dicono i dati, ma lo ammettono a denti stretti pure i capi delle diverse case produttrici.
I numeri sulle immatricolazioni di settembre appena diffusi dimostrano che in Italia sono scese dell’11%, in Spagna addirittura del 32%, negli Stati Uniti si segnala un -23%, mentre la Francia è l’unica a patire di meno con un -1,6%, grazie alla politica degli incentivi fiscali. Ma il ricorso alle promozioni “chilometro zero” non è riuscito a rivitalizzare un mercato in crisi, al punto che le dirigenze delle società non prevedono un futuro tranquillo. Ford non vede miglioramenti prima del 2010, Bmw li ha messi al contrario in preventivo per l’anno prossimo, ma entro il 2010 potrebbe succedere di tutto. Non circolano voci di tagli al personale, sarebbe una mossa controproducente soprattutto in occasione di un evento come quelli parigino, però i timori si fanno consistenti.
Contrazione delle vendite, collasso delle finanziarie interne allo società: sono i due elementi che infondono maggiore preoccupazione, in particolare quest’ultima che si è accentuata con i fallimenti registrati a Wall Street. Si calcola che solo negli Stati Uniti 6 vetture su 10 sono state vendute attraverso una qualche forma di finanziamento.  Un aiuto può arrivare dai finanziamenti da parte dello Stato. Nei giorni scorsi la lobby automobilistica al Congresso di Washington è riuscita a fare in modo che il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari varato dalla Casa Bianca contenesse misure a favore delle finanziarie auto.
Intanto le società del settore hanno perso, nel giro di pochi mesi, la metà del loro valore.

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