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Tripudio Liquigas. Nibali in rosa, Basso a 13"

Show del team italiano nella cronosquadre di Cuneo. Avversari annichiliti

Tripudio Liquigas. Nibali in rosa, Basso a 13"
E dire che dovevano difendersi! Sul traguardo di Cuneo gli alfieri della Liquigas guidati da Roberto Amadio sono letteralmente volati, coprendo a una media superiore ai 55 km/h i 33 km del percorso e vincendo una tappa che, tra l'altro, regala a Vincenzo Nibali la prima maglia rosa della sua carriera. A completare il tripudio della Liquigas Doimo la scalata in classifica dello stesso Ivan Basso e di Valerio Agnoli, ora rispettivamente secondi e terzi alle spalle del loro compagno siciliano.
Insomma la quarta tappa del Giro d'Italia, la prima sul suolo nazionale, è diventata un vero e proprio tripudio per la formazione italiana. A sorpresa, in quanto la cronometro a squadre sembrava essere disegnata per i passisti inglesi del team sky (su tutti Wiggins), ai compagni dell'iridato Cadel Evans (BMC) e, ovviamente, al kazako in rosa Alexander Vinokourov.

Invece il team italiano è stato semplicemente perfetto, soprattutto nella preparazione della prova e nella gestione dello sforzo. A differenza di tante altre squadre, la Liquigas è transitata al primo intermedio in quinta posizione, a una trentina di secondi dal team Sky (miglior intertempo). Negli ultimi 14 km, però, Basso, Nibali e compagni hanno aumentato il loro ritmo, non sgretolandosi e rimanendo in cinque (numero minimo per far fermare il cronometro), bensì proseguendo compatti fino al traguardo di Cuneo. E alla fine le lancette hanno dato ragione agli uomini in verde e ai loro leader.

Nella classifica della cronosquadre seconda si è piazzata la formazione capitanata da Wiggins (a 13"), mentre la HTC-Columbia di Pinotti ha chiuso terza a 21". Per quanto riguarda gli altri big di classifica, bene la Katusha del russo Karpets, quarta a 27", mentre l'Astana del Vino si è disunita negli ultimi 2km, arrivando a Cuneo con un ritardo di 38", ossia lo stesso tempo della sorprendente Cervelo di Carlos Sastre. Quello che invece esce con le ossa rotte dalla prima tappa italiana è invece la BMC dell'iridato Cadel Evans: partita con i favori dei pronostici, la squadra americana non si è dimostrata all'altezza, perdendo 1' e 21" rispetto agli alfieri della Liquigas.

In virtù di questa frazione, al comando della generale balza Vincenzino Nibali, con 13" di vantaggio sul compagno Ivan Basso e 20" sull'altro uomo in verde Valerio Agnoli. Alle loro spalle un trio della Htc-Columbia (Siebel, Gross, Greipel), poi ecco il Vino a 33" da Nibali e Karpets a 39". E Cadel Evans? Al termine della prova contro le lancette e in virtù del ritardo accumulatosi nell'ultima frazione olandese, il campione australiano scivola a 1' e 51" dal vertice della classifica, ma la cosa più preoccupante è che la BMC non sembra proprio essere all'altezza. Più o meno nelle stesse condizioni Carlos Sastre (Cervelo), ora con 2' e 8" di ritardo rispetto ai vertici di classifica. Gli altri italiani, invece, beccano, e tanto. L'Androni di Michele Scarponi ha rimediato un ritardo di 2' e 24". Peggio ancora l'Acqua & Sapone di Garzelli, che ha chiuso con un gap di 2' e 39".

Domani la Liquigas potrà godersi al 100% la sua maglia rosa. Infatti la Novara-Novi Ligure di 162 km sarà una frazione sicuramente meno insidiosa di quelle fin qui corse in Olanda. Insomma la Liquigas può star tranquilla e provare il colpo con il velocista Sabatini. Però, dalla frazione sulle strade bianche di Montalcino (in programma sabato), le cose cambieranno.
Allora per i big inizierà davvero il Giro d'Italia più duro degli ultimi vent'anni.

Classifica cronosquadre
1. Liquigas Doimo in 36' e 37";
2. Team Sky a 13";
3. Htc Columbia a 21".

Classifica generale

1. Vincenzo Nibali (Liquigas);
2. Ivan Basso (Liquigas) a 13";
3. Valerio Agnoli (Liquigas) a 20".

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