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Mourinho punta a Madrid, ma con la valigia pronta

Il ct portoghese: "non è un problema di soldi, in Italia non mi rispettano"

Mourinho punta a Madrid, ma con la valigia pronta

Lo Special One Mourinho non cambia idea. Per quanto nell'appartamento nerazzurro non si trovi affatto male (soprattutto per la busta paga che ogni mese si ritrova nella cassetta della posta), l'Italia non gli piace e non è la sua casa.
Messaggio forte e chiaro, espresso non solo dopo la vittoria del 18° scudetto interista, ma anche oggi nella conferenza stampa svoltasi ad Appiano Gentile, dove Zanetti e compagni stanno preparando l'appuntamento con la storia di sabato al Santiago Bernabeu di Madrid, ossia il possibile prossimo stadio di mister Mourinho.
"Non è vero che sono l'allenatore del Real - ha risposto Mourinho alle domande dei giornalisti - e non ho cambiato idea rispetto a qualche giorno fa. Deciderò il mio futuro solo un paio di giorni dopo la finale di Madrid, dopo essermi riposato e pensato bene cosa è meglio per me. Ovviamente l'Inter non può fare niente di più per farmi essere felice e sentirmi importante: i giocatori sono fantastici, c'è empatia con i tifosi".
L'idea che la permanenza dell'allenatore sia vincolata dall'esito della finale di Champions League (con Mourinho che rimarrebbe solo in caso di vittoria per poi cercare di entrare ancor di più nella storia vincendo anche la SuperCoppa Europea e il Mondiale per Club), perde intanto di consistenza: il problema, secondo il tecnico portoghese, è una questione di rispetto.
"Non è un problema di contratto o di soldi e mi fa anche un po' di vergogna quello che guadagno con la crisi che c'è. È un problema di soddisfazione personale, di sentirmi rispettato o no in un Paese calcistico in cui ho avuto tanti problemi".

Impossibile però non pensare all'ultimo atto della stagione, ossia la finale di Champions League contro il Bayern.
E, visto che era stato il tecnico avversario Van Gaal ad accendere le polveri, il buon Mou gioca anche in questa occasione sul suo terreno preferito: quello della provocazione.
"Van Gaal non avrebbe festeggiato come ho fatto io a Barcellona? Non può farlo perché è lento, mentre io corro veloce. Non vedo dove è il problema: quando Iniesta ha segnato contro il Chelsea l'anno scorso ha corso come un pazzo. Perché non posso farlo io?".
E ancora.
"Io difensivo? Abbiamo giocato due partite, quella di Londra e quella col Barcellona alla grande, sempre all'attacco. Al ritorno abbiamo parcheggiato l'aereo davanti alla porta, ma perché li avevamo distrutti in casa. E loro col Lione quando Ribery è stato espulso hanno cambiato Olic con Tymoshuk".

Balotelli - Intanto rientrano le preoccupazioni per il problema muscolare che ha costretto Balotelli a interrompere
la seduta fisica di questa mattina. L'italiano avrebbe accusato un semplice risentimento muscolare alla coscia destra,
senza lesioni muscolari di alcun genere.

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