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Mondiali, l'Argentina vince ma le stelle non brillano

Batte 1-0 la Nigeria con gol di Heinze, ma nel trio Messi-Higuain-Tevez c'è poco feeling

Mondiali, l'Argentina vince ma le stelle non brillano
Arrivano i tre punti e tanto basta perché a Buenos Aires esploda la fiesta, tuttavia l'Argentina vista contro la Nigeria è lontana dal massimo del potenziale che la squadra allenata da Maradona può esprimere. El Pibe si presenta all'Ellis Park di Johannesburg col vestito della festa (completo grigio, cravatta di raso e due orologi ai polsi) e un attacco da fantascienza: tridente Tevez-Messi-Higuain dal primo minuto, più Angel Di Maria alle loro spalle, in mezzo il duo Mascherano-Veron. Dall'altra parte gli africani guidati da Lagerback sanno bene che l'avversario è di quelli tremendi e forse proprio per questo partono  col freno a mano un po' tirato. Bastano sei minuti e un corner di Veron perché Heinze possa incornare in tuffo, completamente solo a centro area, sfruttando un blocco malandrino di Samuel, e spedire in fondo al sacco l'uno a zero. Le Super Aquile traballano e Maradona suona la carica per piazzare subito il colpo del ko, veemenza che gli costa più di qualche battibecco col quarto uomo che deve continuamente invitarlo a rispettare i confini dell'area tecnica. Sale in cattedra Leo Messi, inafferrabile quando parte palla al piede come sa e deciso a finire anch'egli sul tabellino dei marcatori. Piccolo problema: il portiere nigeriano Enyeama è in giornata di grazia e così un paio di colpi mancini del talentino del Barcellona destinati al gol finiscono in corner a causa delle sue manone. Poi la partita s'incarta un po', coi sudamericani che tentano di stordire i rivali col possesso palla in cerca del momento per chiudere i conti, e le maglie verdi che vanno un po' a folate ma quando imbroccano i corridoi giusti riescono a impensierire la difesa. Messi s'incaponisce troppo e finisce col giocare quasi per conto suo, inoltre l'intesa con gli altri due d'attacco sembra minima, perciò l'Argentina negli ultimi trenta metri risulta parecchio farraginosa. Stesso copione nella ripresa: tanti tentativi biancocelesti ma senza la dovuta concretezza, qualche sortita nigeriana (anche col nuovo entrato Oba Oba Martins, ex Inter) senza troppa fortuna. Poi l'arbitro fischia. L'Argentina di Maradona è subito vincente, per diventare anche bella c'è tempo.

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