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Bidoni del mondo

L'Italia perde 3-2 con la Slovacchia, ciao Mondiale e tutti ci ridono dietro. Gli approfondimenti su Libero in edicola

Bidoni del mondo
L’umiliazione degli Azzurri ha la faccia scura di Marcello Lippi, incapace di dare un segno di vita nemmeno quando Di Natale e Quagliarella hanno riacceso le speranze dell’Italcalcio. Gli ex campioni del mondo, infatti, hanno perso 3 a 2 con la Slovacchia e sono costretti a uscire dalla rassegna africana a testa bassa, esattamente come successo non più tardi di due giorni fa ai tanto odiati cugini francesi.
Partita orribile quella di Cannavaro e compagni, incappati in un’altra giornata no. Primo tempo da anti-calcio, ripresa in crescita grazie a Pirlo e alla disperazione di una squadra sempre più attanagliata dal terrore. Alla fine, però, l’assedio non ha portato a risultati concreti.

Primo tempo tutto di marca slovacca: prima Hamsik spreca una chance dal limite, poi Marchetti è costretto a uscire per evitare guai maggiori. Al 25’, però, chi esce male è De Rossi, che perde una palla in disimpegno e spiana la strada per la rete di Vittek. Nel finale sono ancora i nostri avversari a sfiorare il raddoppio con un paio di conclusioni dalla distanza.

Nella ripresa Lippi rivoluziona tutto. Dentro Quagliarella, Maggio e pure Pirlo al posto di Gattuso, Criscito e Montolivo. Nonostante la personalità del milanista, però, il gioco latita. Al 21' ci si mette anche la sfortuna, con il tiro di Quagliarella respinto sulla linea da Skrtel. La beffa diventa tragedia sette minuti dopo, quando ancora Vittek fulmina Chiellini sul primo palo e gira in rete il punto del 2 a 0.
Sembra la fine, ma l’Italia tira fuori quelle risorse che le sono mancate in tutta e tre le partite: la cattiveria e la fame di chi ha una storia da onorare. Al 36' bella azione di Quagliarella, tiro respinto dal portiere e tapin di Di Natale. Basterebbe solo un altro gol e questo arriva al 39’, ma il guardalinee annulla per fuorigioco di Quagliarella. L’impresa sembra di nuovo realizzabile, ma al 41’ la difesa azzurra decide di farsi male da sola: rimessa laterale dalla fascia destra, retroguardia ferma come se cercasse un fuorigioco (non esiste su rimessa) e Kopunek che beffa Marchetti con un morbido pallonetto. È una delle reti più ridicole dei Mondiali, incassate da quella che doveva essere il reparto su cui costruire le nostre fortune.
La perla di Quagliarella nei minuti di recupero (cucchiaio dal limite per il 2 a 3) e un’orribile conclusione di Pepe al 51’ servono solo alle statistiche e ad aumentare il rammarico per questa brutta, bruttissima partita.

Tra l'altro, da segnalare che sull'altro campo Paraguay e Nuova Zelanda hanno chiuso ullo 0 a 0. Ci sarebbe bastato insomma un semplice pareggio.
Ma questa volta il carro dei vincitori rimane in garage. Ora bisognerà vedere chi salirà sul trabicolo degli sconfitti al fianco di Lippi e dei suoi ragazzi: se il ct viareggino ha le sue colpe, infatti, in campo ci vanno i giocatori. E questi portati in Sudafrica non sono proprio sembrati all'altezza della situazione (vista la giovane età e il rendimento, salviamo solo Montolivo). E, vista la penuria di carte da giocarsi, forse anche i dirigenti italiani che curano i vivai e il mercato dovranno recitare un sano mea culpa.

Addio Lippi -
"Mi prendo tutte le responsabilità. Se in una partita così importante una squadra si presenta col terrore nelle gambe, nella testa e nel cuore, e non riesce a esprimersi per come era necessario significa che l'allenatore non l'ha preparata bene sul piano tecnico, tattico e psicologico. La responsabilità è tutta mia, di chi ha costruito questo gruppo. Ero convinto e avevo voglia di rifare questa esperienza dopo aver vinto il Mondiale. Mi dispiace enormemente, soprattutto per gli sportivi italiani e per la federazione. Ho ritenuto che questa squadra potesse fare certe cose e non l'ho preparata bene. Tutto mi sarei aspettato tranne che la squadra di esprimesse in questo modo nel primo tempo, lasciamo perdere la reazione del secondo. Non pensavo di rivincere il Mondiale, ma chiudere il mio rapporto con la Nazionale in questo modo è bruttissimo. In bocca al lupo al mio successore e grazie a tutti per questi quattro anni in parte fantastici e in parte molto deludenti".

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Commenti all'articolo

  • orietta.prevignano

    30 Giugno 2010 - 19:07

    per Tamisio , purtroppo non ho avuto tempo di collegarmi in questi giorni per motivi di lavoro e quindi non ho potuto leggeree tutti gli insulti che mi arrivano ogni volta che parlo della storia del fascismo. Una cosa però voglio controbatterla, i genitori li abbiamo tutti ,mio padre ha 83 mia madre ne avrebbe 86 per cui mi hanno raccontato abbastanza anche loro. Se poi le opinioni non coincidono ci sarà anche un motivo! Se a scuola ci hanno insegnato qualcosa di parziale con parecchie omissioni e leggendo decine e decine di libri mi sono resa conto che avevano ragione i miei genitori (mio padre si arruolò volontario a 16 anni nella x mas e dopo l'8 settembre fu con i partigiani ; gliene potrei raccontare delle belle ma sui libri ci sono già scritte.... Giampaolo Pansa, Giorgio Pisanò, Piero Buscaroli(caro Silvio41 cercherò volentieri anche quello che mi consiglia lei). Scusatemi tutti, l'argomento era il calcio!!

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  • roseanne

    29 Giugno 2010 - 11:11

    Perdonatemi se non considero sport il calcio, forse perchè i miei figli praticano rugby, mi rincresce che qualsiasi testata giornalistica dia spazio solo ed unicamente al calcio, rimprovero anche il mondo imprenditoriale perchè potrebbe rivolgersi alle altre discipline sportive. Scusatemi ma l'italianità non si misura nel successo calcistico. Non mi sta bene vedere trasmissioni sportive, che prima di darti il risultato magari della formula uno o moto ti elenca anche la squadra di calcio dell'orarorio.

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  • angelo.Mandara

    27 Giugno 2010 - 14:02

    Questo Cannavaro che parla...parla (fosse il canto d'un cigno ?) e dichiara che loro giocatori avevano paura... e Montolivo che aggiunge che si sentivano come ipnotizzati...ma di chi, di che cosa ?...delle loro Jaguar e Ferrari...o di quando escono con le loro ragazze da schianto e diventano i classici eroi da copertina...no, il terrore erano i modesti ed anonimi giocatori della Slovacchia...magari, ancora ancora gli armadioni della Nuova Zelanda ...ma queste scusanti non si possono accampare...a fronte di sessanta milioni di tifosi che forse si illudevano, con questi Mondiali, di trovare un'alternativa alla realtà di tutti i giorni. Già Lippi quando si permise di "insultare" il pubblico di Parma in seguito ad uno scialbo risultato della Nazionale...e mai "corretto" o stigmatizzato dalla Federazione. Senza i passati Valori non si può ricostruire. Saluti. Angelo Mandara

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  • delusodasilvio41

    26 Giugno 2010 - 21:09

    La storia, quella vera, non c'entra niente col calcio, semmai ragioniamo di storia del calcio e basta! Solo un consiglio io ho una " Storia della 2^ Guerra Mondiale", sono due volumi, di Amedeo Tosti, dove parla anche di tutti gli accadimenti che, dopo la fine della 1^ guerra mondiale, portarono appunto alla seconda; descrive i fatti, tutti e senza commentarli, dovrebbe rintracciarla e leggerla e, come Lei, anche coloro che l'hanno riempita di insulti. La Storia, come la intendo io, è basata sui fatti e non sulle opinioni, è oggettiva e non soggettiva, altrimento, è vero, sarebbe solo propaganda. Saluti da uno di sinistra (MA NON COMUNISTA!) e che comunque rispetta le idee di tutti. Mi viene in mente un altro consiglio, che sembra sciocco, a volte si capisce di più la storia sui famosi "bignamini", se li ricorda?

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