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Sul Tourmalet trionfa Schleck; ma Contador ipoteca il Tour

Sfida tra la nebbia tra i due rivali. Il lussemburghese attacca, ma lo spagnolo controlla bene e vede Parigi in giallo

Sul Tourmalet trionfa Schleck; ma Contador ipoteca il Tour

Le mani di Alberto Contador sul Tour de France 2010. Resistendo agli attacchi di Andy Schleck negli ultimi dieci chilometri del Tourmalet, lo spagnolo ha infatti ipotecato il suo terzo trionfo alla Grande Boucle dopo i successi del 2007 e del 2009. Alla fine l’ultimo, storico arrivo in salita di questa edizione è andato ad Andy Schleck, primo sulla vetta della “strada del male”: un giusto premio vista la determinazione con cui il giovane lussemburghese ha cercato di riprendersi la maglia gialla; tuttavia al suo fianco c’era il solito pistolero spagnolo, apparso padrone della situazione anche quando il rivale scattava ogni chilometro. Con questo esito, dunque, la maglia gialla prende sempre più la strada verso la Spagna: se è vero che i due rivali sono sempre separati dall’inezia di 8”, non c’è da dimenticare che la cronometro individuale di sabato di Pauillac (52 km) è favorevole a Contador.

Tutto in dieci chilometri – Come era giusto che fosse, la sfida decisiva tra i giganti di queste ultime due edizioni ha trovato come palcoscenico il severo Tourmalet, il colosso di questa edizione del Tour, per l’occasione avvolto dalle nuvole basse e dalla solita marea umana a bordo strada.
Nelle prime fasi di gara (caratterizzate dalle pur impegnative ascese al Col de Marie-Blanque e al Col du Soulor), infatti, c’è solo da registrare la solita fuga della prima ora e la spaventosa caduta di Samuel Sanchez (Euskaltel) ai piedi del Col de Marie-Blanque: lo spagnolo rimane a terra 2’ tenendosi il costato, ma riesce a risalire in bicicletta.
Proprio per attendere il terzo in classifica generale, il gruppo guidato dall’Astana di Contador rallenta e i sette fuggitivi Koren (Liquigas), Kolobnev (Katusha), Burghardt (BMC), Pauriol (Cofidis), Perez Moreno(Euskaltel), Flecha e Boasson Hagen (Sky) arrivano a guadagnare un massimo vantaggio di circa 9’. Approfittare della situazione Carlos Sastre (Cervelo), il quale scatta in compagnia del gregario Konovalovas cercando di rientrare sui fuggitivi: per lui, però, la missione si rivelerà impossibile.

Si arriva così ai piedi del gigante pirenaico, sede di arrivo di tappa a distanza di 26 anni dalla prima volta. I fuggitivi vantano ancora un margine di 5’, ma il ritmo degli inseguitori cresce, soprattutto sotto l’impulso degli uomini di Andy Schleck. Ed è proprio il campione lussemburghese ad infiammare lo scontro con il primo allungo a dieci chilometri dal traguardo. L’unico a rispondere è il rivale Contador, mentre Rodriguez, Menchov, Gesink, Hesjedal, Horner, Van Den Broeck e Kreuziger fanno gruppo e cercano di salire con il loro passo. Male invece Leipheimer (Radioshack), mentre Cunego e Basso (con i migliori fino all’ultima salita) si limitano a terminare le loro prove.
Le telecamere, però, sono tutte per i due battistrada, i quali hanno riassorbito tutti i fuggitivi: Schleck mantiene le promesse e prova a fare il vuoto con dei cambi di ritmo a ogni chilometro. Contador, però, vanifica con autorità tutti gli affondi, affiancando l’avversario dopo ogni scatto: un modo per minare morale e certezze del capitano della Saxo Bank. Il duello tra i due, in pratica, si chiude a 3,5 km dal traguardo, quando lo spagnolo dimostra la sua forza partendo in contropiede dopo l’ennesimo affondo della maglia bianca. Ormai consapevole di non poter staccare il rivale, Schleck prosegue regolare fino al traguardo, dove coglie il suo secondo successo in questo Tour dopo quello di Morzine Avoriaz. Alberto Contador (che doveva farsi perdonare l’ormai famigerato attacco del Port de Balès) si accontenta del secondo posto: il suo obiettivo, in fondo, lo ha già portato a casa.
Alle loro spalle arrivano alla spicciolata tutti gli altri uomini di classifica, ad eccezione di Levi Leipheimer, l’unico dei big a pagare l’ultima tappa pirenaica. Così Samuel Sanchez, eroicamente quinto, mantiene la terza piazza, ma i 21” di margine rispetto al russo Denis Menchov potrebbero non bastare nella crono di Pauillac. Bene per la Liquigas Roman Kreuziger, ora nono in classifica generale.

Ordine d’arrivo
1. Andy Schleck (Saxo Bank);
2. Alberto Contador (Astana) st;
3. Joaquin Rodriguez (Katusha) a 1’ e 18”
4. Ryder Hesjedal (Garmin) a 1’ e 27”
5. Samuel Sanchez (Euskaltel) a 1’ e 32”;
6. Denis Menchov (Rabobank) a 1’ e 40”;
7. Robert Gesink (Rabobank) st;
8. Chris Horner (Radioshack) a 1’ e 45”;
9. Jurgen Van Den Broeck (Omega Pharma) a 1’ e 48”;
10. Roman Kreuziger (Liquigas) a 2’ e 14”.

Classifica generale

1. Alberto Contador (Astana);
2. Andy Schleck (Saxo Bank) a 8”;
3. Samuel Sanchez (Euskaltel) a 3’e 32”;
4. Denis Menchov (Rabobank) a 3’ e 53”;
5. Jurgen Van den Broeck (Omega Pharma) a 5’ e 27”;
6. Robert Gesink (Rabobank) a 6’ e 41”;
7. Joaquin Rodriguez (Katusha) a 7’ e 3”;
8. Ryder Hesjedal (Garmin) a 9’ e 18”;
9. Roman Kreuziger (Liquigas) a 10’ e 12”;
10. Chris Horner (Radioshack) a 10’ e 37”.

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