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Rossi-Ducati: il matrimonio è sancito

Contratto biennale da 13 milioni l'anno per il fuoriclasse di Tavullia. "Per me è il momento di nuove sfide"

Rossi-Ducati: il matrimonio è sancito
Finalmente un binomio motoristico tutto italiano, si spera anche vincente. Come scontato ormai da mesi, domenica sera alle ore 18 (al termine della gara di Brno) Valentino Rossi ha comunicato ufficialmente che dal 2011 sarà un pilota della Ducati.
A distanza di 34 anni dal matrimonio dorato tra Giacomo Agostini e la Mv Agusta (che in dodici stagioni fruttò 15 titoli mondiali tra 500 e 350) e archiviando anche la breve e sfortunata esperienza di Giancarlo Fisichella al volante della Ferrari, lo sport italiano tornerà quindi a ricompattarsi tifando non solo per il pilota più forte degli ultimi 50 anni (mettiamolo pure a pari merito con Agostini), ma anche per una moto che, sotto il rosso della sua carena, ha stampato il tricolore.

Contratto – Che la rossa di Borgo Panigale inseguisse Rossi da qualche anno lo si sapeva; un corteggiamento che si è concluso a suon di milioni. Il direttore tecnico della Ducati Filippo Preziosi, infatti, ha raggiunto l’accordo con il pilota di Tavullia sulla base di un contratto biennale da 13 milioni di euro a stagione.
"Lavorare con Valentino – ha detto il d.t. della moto italiana – rappresenta quanto di più stimolante ogni tecnico possa sperare. Ed è bello sapere che la prossima stagione avremo questa grande opportunità".
Tuttavia a convincere il fuoriclasse sono stati soprattutto i programmi della Ducati, decisa a tornare a vincere, e la possibilità di dare vita a una nuova sfida: confrontarsi con Jorge Lorenzo su una moto diversa e, per il momento, inferiore alla Yamaha. Insomma un po’ quello che Rossi fece nel 2004, quandò passo dall’imbattibile Honda Hrc per accomodarsi su quella M1 che sarebbe diventata sua.

Ricordi – Non è quindi un caso che le prime parole del comunicato stampa di Valentino Rossi siano all’insegna dei ricordi.
Dopo aver ricordato tutto il lavoro svolto con gli ingegneri giapponesi per rendere "una povera moto da metà schieramento la prima della classe", il pilota si congeda dalla Yamaha.
"E’ il momento di nuove sfide. Purtroppo anche le più belle storie d’amore finiscono, ma lasciano un sacco di bei ricordi, tanti momenti paragonabili a quel primo bacio che ci siamo dati sull’erba di Welkom (vittoria all’esordio nel 2004, n.d.r. ), dove la M1 mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto "Ti amo"".

Rammarico e futuro – Ciò nonostante, a Valentino Rossi è dispiaciuto annunciare il suo addio dalla Yamaha dopo una gara come quella di Brno, caratterizzata dalla vittoria di Lorenzo e da un suo apatico quinto posto.
"Una prova che mi ha molto deluso, perché rispetto alle prove ho perso quasi un secondo e non so dove sia andato a finire. Nel corso dei test di lunedì proverò qualcosa di diverso sul motore, ma non le sospensioni che potrebbero essere utilizzate anche prima della fine dell’anno. Io mi sono fatto un mazzo così per poter tornare: voglio dare il 100% fino alla fine della stagione e mi aspetto che la Yamaha faccia lo stesso".
Da disputare, infatti, ci sono ancora otto gare e Valentino non è affatto distante dal podio iridato (18 punti da Casey Stoner): tutto il resto, per il momento, è affidato ai sogni dei tifosi.

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