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Ciclismo, a Firenze i mondiali del 2013

L'Uci ha approvato il progetto italiano. A Montichiari assegnata la rassegna iridata di paraciclismo del 2011

Ciclismo, a Firenze i mondiali del 2013
“È la vittoria del ciclismo italiano”. Soddisfatto Renato di Rocco, presidente della Federazione Ciclistica Italiana, per l’assegnazione dei Campionati del Mondo di Ciclismo su strada 20132013 a Firenze e 2011 a Montichiari (Bs) per il paraciclismo. La notizia è appena arrivata da Melbourne, in Australia, dove si sta svolgendo il congresso dell’Uci, l’Union Cycliste Internationale.
Una grande terra di ciclismo, quindi, spezza finalmente il tabù: per quanto possa sembrare un paradosso, in questi primi 100 anni di ciclismo Firenze non aveva mai avuto l'onore di ospitare la rassegna iridata.

La manifestazione vedrà protagoniste Firenze e altre città toscane come Lucca, Montecatini Terme e Pistoia. Il progetto vincente è stato portato avanti da un comitato organizzatore presieduto da Claudio Rossi e dagli enti locali. Punto di forza dell’idea è stato l’aver amalgamato le bellezze del territorio alle fatiche di questo sport. "Una notizia bellissima, che premia il lavoro che da un anno e mezzo stiamo portando avanti. La dedico al mio amico Franco Ballerini" ha commentato Riccardo Nencini, presidente del Comitato regionale toscano della Federciclistica ed assessore regionale. "Firenze e la Toscana – ha aggiunto - daranno vita ad un mondiale di altissimo livello, confermando le aspettative che questa candidatura portava con sé”. Nencini volerà a Melbourne nei prossimi giorni a rappresentare la regione toscana.

La festa del ciclismo italiano non riguarda solo Firenze. “È anche con soddisfazione che a Montichiari, il primo velodromo coperto in Italia, siano stati assegnati i mondiali di paraciclismo del 2011, prova valida per la qualificazione paraolimpica” ha scritto in una nota Di Rocco. "Sono orgoglioso di rappresentare uno sport che si distingue nel nostro territorio come a livello internazionale per capacità organizzative, merito anche della gente comune che, appassionata delle due ruote, vuole vivere sempre di più il ciclismo".

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