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Balotelli ha il 10. Ora manca la lode

Senza Cassano Prandelli dà la maglia più prestigiosa a Balotelli. Stasera amichevole con la Romania

Balotelli ha il 10. Ora manca la lode
Da Pelè a Mario Balotelli. Il numero 10, nelle Nazionali, raramente è stata roba da "colored": quei pochi ce ce l'hanno fatta, sono passati alla storia del calcio. E' quello che proverà a fare anche Supermario, che da questa sera indosserà per l'Italia la maglietta più prestigiosa nell'amichevole di Klagenfurt contro la Romania. In mancanza di Cassano, il ct Prandelli ha deciso: le chiavi della Nazionale saranno nelle mani dell'ex Inter, oggi al Manchester City e domani, forse, al Milan. Un 10 perfetto, aspettando la lode. Contro la Romania, sotto esame anche i quattro debuttanti: Ranocchia e Balzaretti in difesa, l'oriundo Ledesma a centrocampo e Diamanti dietro le punte. Confermato Viviano in porta, si rivedono Santon sulla fascia (con Bonucci al centro) e Aquilani in mezzo (insieme a Mauri), con Rossi e SuperMario davanti.

Incoronazione - E' lo stesso selezionatore a incoronare Balotelli: "I giocatori come lui hanno qualche cosa in più. Sono ragazzi di 20 anni che fuori dal campo si portano addosso le loro debolezze e fragilità. In campo, però, è un'altra cosa, sono maturi e rischiano la giocata". C'è il rischio che il talento del pallone nostrano senta la pressione: "Non credo - ribatte il tecnico -. Quanto a me non mi aspetto nulla di più delle cose belle fatte vedere fino ad ora in Premier League". Dove, per incisio, il giocatore ha brillato per la doppietta al West Bromwich Albion nella stessa gara che l'ha visto poi espulso per una sciocca reazione.

Geni a colori -
Colpi di classe e cadute di stile, da buon imprevedibile del calcio, da numero 10. In Nazionale, Balotelli eredita la maglia di Valentino Mazzola e Gianni Rivera, Giancarlo Antognoni e Roberto Baggio, fino a Francesco Totti e Alessandro Del Piero. Ancora più ristretta la schiera dei numeri 10 di colore. Prima di SuperMario, nell'Italia, ce n'era stato un altro: Fabio Liverani, nel 2007, anche se non era né fantasista né attaccante, ma (ottimo) regista. Tra i veri 10 spicca, O Rey, sua maestà brasiliana Pelè. E ilsuo  coetaneo Eusebio, perla negra del Mozambico "prestato" al Portogallo. In anni più recenti, dagli Ottanta, ecco le stravaganze ricciolute dell'olandese Ruud Gullit (più potenza, meno tecnica) e quella del colombiano Carlos Valderrama, lentissimo ma esteticamente perfetto. Per finire con Ronaldinho, grandissimo nel Brasile, col 10 e con l'11 sulle spalle. Ora tocca a Balotelli. Se vuole responsabilità, l'avrà.

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    17 Novembre 2010 - 12:12

    Cerchiamo di deporre il turibolo con la sicurezza di lasciarlo senza incenso,ad osannare le gesta di un modesto pedatore qual è Balotelli. Non è certamente un Pelè per il quale non basterebbero chili di incenso per farlo ardere in quel mestoso turibolo che è in Santiago di Compostela,nè un Maradona la cui inventiva pedatoria superava ogni fantasia. I giornalisti italiani sono prodighi di lodi sperticate per uno che se la cava con il pallone, per poi precipitarlo nella bolgia di Cocito appena mostri segni di debacle. Lo abbiamo visto con Cassano, descritto come redento, dopo avere incontrato la sua attuale moglie lungo la via di Damasco. Invece da vecchio lupo , ha perso il pelo nuovo e riacquistato il vizio vecchio, ricascando nelle sue famose cialtronerie da suburra. Allora andiamoci piano ed aspettiamo anni,prima di indorare il Mario Balotelli. Per saggiare l'efficacia di un farmaco e dire che funzioni ci vogliono anni di somministrazione,almeno nel mio campo.

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