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L'Inghilterra ci dà una lezione di rugby: a Twickenham Italia travolta 59-13

Sconfitta pesantissima nel tempio della "palla ovale". Favoloso Ashton, Ongaro realizza per gli azzurri

L'Inghilterra ci dà una lezione di rugby: a Twickenham Italia travolta 59-13
Una sconfitta senza appello. Forse era prevedibile una vittoria degli inglesi, fortissimi nello sport della palla ovale. Non ci si aspettava, però, una sconfitta così palese: 59 a 13 contro una Nazionale azzurra che impensierisce i "maestri" inglesi solo un quarto d'ora. Una bella meta di Ongaro e i calci piazzati di Mirco Bergamasco nulla possono contro le otto mete dell'Inghilterra. Davanti al pubblico del tempio di Twickenham, capitale del Sei Nazioni, il super protagonista è Ashton (nella foto), che schiaccia oltre la linea di meta in ben quattro occasioni. Dopo averci regalato splendidi brividi, solo sette giorni fa, con una ottima performance contro l'Irlanda (vincente in extremis per 11-13), i quindici di Mallet non hanno potuto far altro che inchinarsi davanti a Sua Maestà, spinta dai geniali Ashton, Wilkinson, Tindall e Flood.

TRA DUE SETTIMANE IL GALLES - Alla fine Ongaro riesce a segnare la bella meta "della bandiera". E' il 72', il risultato è già chiaramente in favore degli inglesi. Ma tutto il pubblico di Twickenham applaude i cinque punti azzurri: la nobiltà di questo sport si vede in queste occasioni. Appuntamento a sabato 26 febbraio, a Roma arriva il Galles. Serviranno un nuovo spirito e tanta, tantissima grinta.

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Commenti all'articolo

  • treasure

    13 Febbraio 2011 - 08:08

    non c'è da inchinarsi, bisogna cambiare la testa ai dirigenti. In Italia questo sport è rimasto ai tempi in cui chi lo praticava era uno scaricatore o un macellaio, gente usa ad agire prima coi muscoli e poi a pensare. Nemmeno la presenza pluriennale di Dominguez (7o kg per 1,75 in altezza) è riuscita a far riflettere i guru del rugby italiano. Quel "mingherlino" dava la paga a tutti gli italiani forzuti e a diversi stranieri in fatto di agilità, visione del gioco, resistenza atletica e acume. I nostri "decision makers" avrebbero almeno dovuto chiedersi: perché quello è così bravo ed i nostri delle schiappe? C'è forse qualcosa che non abbiamo ancora imparato? Ma, si sa, più uno è ignorante e più crede di sapere, ergo andare a scuola è perdita di tempo. Quello della presunzione, o se vogliamo della carenza di umiltà, è un vizio nazionale, con il risultato che continuiamo a prenderci dei gran calcioni sui denti e non riusciamo a capire il perché.

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  • cleto arrighi

    13 Febbraio 2011 - 00:12

    nonostante il freddo punteggio ci mortifichi gli azzurri,nel tempio del rugby inglese,allo scadere del secondo tempo, hanno segnato una meta di potenza e orgoglio con una mischia mai battuta nelle fasi di gioco chiuso e aperto.usciamo dal campo a testa alta e consci di avere resa un pò amara la birra con cui giustamente i supporters inglesi festeggiano la loro fortissima squadra.gli applausi ricevuti dal signorile,corretto e competente pubblico alla nazionale azzurra sono l'"onore delle armi"al carattere azzurro.

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