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Doping, l'Aic minaccia

lo stop dei campionati

Doping, l'Aic minaccia
I campionati di calcio di Serie A e Serie B rischiano di essere fermati. Il presidente dell’Associazione italiana calciatori, Sergio Campana, ha infatti proposto di fermare i due campionati nel prossimo fine settimana, in segno di solidarietà per i giocatore Davide Possanzini (Brescia) e Daniele Mannini (Napoli), condannati ad un anno di inattività dal Tas di Losanna: i due si erano presentati con 25 minuti di ritardo alla prova antidoping dopo la partita Brescia – chiedo del dicembre 2007. Dalle analisi comunque fatte erano risultati negativi. A rivelarlo nel corso di una conferenza stampa è stato il presidente del Brescia Gino Corioni: “La proposta ha già trovato il consenso del presidente della Lega calcio, Antonio Matarrese. Adesso, però, bisognerà sentire tutte le società e quindi non so se la cosa andrà effettivamente a buon fine”.
La vicenda Daniele Mannini (ex Brescia ed ora al Napoli) e Davide Possanzini (Brescia) sono stati squalificati oggi dal Tribunale amministrativo dello sport per essersi presentati con 25 minuti di ritardo ai controlli antidoping dopo la partita disputata tra Brescia e Chievo nel dicembre del 2007. Mentre la Federcalcio li aveva assolti, alla luce del fatto che erano risultati comunque negativi ai test, il Tribunale nazionale antidoping del Coni li aveva condannati a 15 giorni di squalifica, già scontati: una decisione di fronte alla quale aveva fatto ricorso la Wada, l’Agenzia mondiale antidoping. Dal momento che i due hanno scontato le due settimane di squalifica, ora la loro sospensione si concluderà il 14 gennaio 2010.
“Mi sembra un'ingiustizia colossale” Lapidario il commento del direttore generale del Napoli, Pierpaolo Marino, intervistato da Sky sulla squalifica da parte del Tas di Daniele Mannini per un anno. “Noi tutta questa faccenda l'abbiamo ereditata avendo acquisito Mannini quando era già oggetto di questo provvedimento ai tempo del Brescia. Obiettivamente devo dire che mi sembra assurdo che un impianto accusatorio immoli come martiri giocatori non positivi al doping. La domanda che sorge spontanea è: può essere giusto che vanga compromessa in parte la carriera di due giocatori, quali Mannini e Possanzini, non positivi alle analisi doping ma considerati ugualmente colpevoli? Io credo che siamo di fronte ad una ingiustizia colossale”. Sulla stessa linea Nedo Sonetti, tecnico della formazione lombarda: “Se dovessi dire quello che in questo momento ho nella testa e nel cuore, direi delle cose piuttosto gravi nei confronti di tutti: è una vergogna”. “Ci hanno portato per un anno in giro e poi ci hanno dato questa sentenza – continua Sonetti -. Devo ancora parlare con il presidente e con il giocatore per vedere cosa fare. E’ incredibile una condanna di un anno per un ritardo ad un test antidoping. Possanzini è andato in ritardo di una ventina di minuti, al massimo trenta, perchè il presidente doveva parlare con la squadra dopo la sconfitta con il Chievo. Ma come si fa a dare un anno di squalifica per questo motivo? Si è trattato di un ritardo, non di un rifiuto di sottoporsi ai test antidoping”.
Il presidente della Lega calcio, Antonio Matarrese, ha espresso “forte irritazione di fronte alla sproporzione di una sentenza esagerata”, e si dice “in totale accordo con la Federazione e con l'Assocalciatori di intraprendere tutte quelle iniziative necessarie ad ottenere una sentenza più logica”. “Ho parlato con il presidente Corioni - ha dichiarato il numero uno della Lega - assicurandogli che non lo lasceremo solo. Lo stesso faremo anche per il presidente De Laurentiis”.

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Commenti all'articolo

  • uycas

    04 Febbraio 2009 - 11:11

    Meglio che il calcio si adegui agli altri sport, forse finalmente sarà apprezzato anche dai detrattori come i rugbisty ciclisti e stellette olimpiche che paragonano sempre i calciatori ai soldi. Secondo me i calciatori hanno la coscienza sporca ed hanno paura di sporcarsi l'immagine. Sull'antidoping del calcio in italia ci sono troppi dubbi e pochi controlli, soprattutto irrazionali. Se si facessero i controlli come in francia per il ciclismo sarebbe la fine del calcio, e considerando che the show must go on è impossibile fermare tutto per dei controlli un po' più diligenti. Il ciclismo in italia è la stessa cosa del calcio, siccome si deve vendere il giro d'italia, è bastato lo scandalo pantani e poi guai a diventare rigidi altrimenti i bidoni su due ruote non potrebbero vincere e gli sponsors non potrebbero vendere i loro prodotti

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  • swiller

    29 Gennaio 2009 - 20:08

    Il calcio ha rotto.

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