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Leonardo chiede spiegazioni a Gattuso

Il tecnico: "Cosa ha da dirmi ancora?". Moratti: "Coro che si commenta da solo". Gennaro, bisogna stare attenti: tradito dal 'Grande Fratello'

Leonardo chiede spiegazioni a Gattuso
Non è stato un bello spettacolo, è vero. Gennaro Gattuso novello ultras che, sotto la curva sud dello stadio Olimpico di Roma, e nel pieno della festa scudetto del Milan, aizza la folla e canta "Leonardo uomo di m...". Un gesto da stigmatizzare. E, probabilmente, anche da dimenticare, in fretta. Ma il diretto interessato, il 'reietto' Leonardo, il ct che per i tifosi rossoneri ha tradito il Milan e che ora è al timone degli arcirivali di Massimo Moratti, non ha particolarmente voglia di scordarsene e alimenta la polemica.

"Gattuso, il giorno in cui ho preso la decisione di lasciare il Milan, si è rivolto a me dicendomi che almeno ero stato coerente nella mia scelta. Oggi, invece - ha spiegato il tecnico dell'Inter in una nota diffusa sul suo sito ufficiale - su molti quotidiani ho letto che desidera ancora raccontare le sue verità. Mi piacerebbe, quindi, proprio sapere quali sarebbero le cose che avrebbe ancora da dire visto che né telefonicamente né di persona è stato mai possibile". Leonardo, i cui rapporti col Milan seguono una decisa parabola discendente, si toglie poi un sassolino dalla scarpa: "Inoltre - conclude - mi farebbe piacere anche conoscere la posizione ufficiale della società Milan in merito a quanto accaduto".

Insomma su Gennarino Gattuso si sta abbattendo una tempesta di polemiche, e il coro decisamente non politically correct a cui si è abbandonato le giustifica tutte. Però si può anche provare a fare gli avvocati del diavolo, senza entrare nel merito dei rapporti tra Gattuso, Leonardo e una grossa fetta della 'vecchia guardia' rossonera. Ringhio, ebbro di gioia, sabato sera all'Olimpico si era dimenticato della presenza del 'grande occhio' puntato sui gesti dei giocatori di calcio. Finita la partita, con lo stadio vuoto fatta eccezione per lo spicchio del settore ospiti - e, probabilmente, con un paio di birre in corpo - si è arrampicato tra i tifosi rossoneri. Per Gattuso quella era una dimensione domestica, familiare, le telecamere di Sky avevano già spento e lui era solo e soltanto con i suoi rifosi. Gattuso poi lancia quel coro. Una (volgare) marachella che là dentro, nello spicchietto dell'Olimpico, sarebbe dovuta restare. Una battutaccia tra 'amici' su un altro 'amico' del quale, in fondo, hai rispetto.

Ma il 'grande occhio' non era chiuso. Troppa la tentazione per un qualsiasi tifoso di riprendere con il telefonino l'idolo, Ringhio Gattuso, che insulta quello che per l'ultrà, ormai, è il nemico: Leonardo. Tanto che quando il numero 8 del Milan se ne accorge - lo vede, quel maledetto telefonino - cerca un'improbabile retromarcia (e si esibisce, di fatto, in una tenera ammissione di colpa: "Sì, l'ho fatta grossa"). Lui e un capo ultrà si sbracciano: "Basta, basta, silenzio". Meglio un politically correct "chi non salta nerazzurro è". Ma ormai il più è fatto: il filmato stava su quel telefonino, il giorno dopo su internet e poi su tutti i siti, i quotidiani, le televisioni. Addio alla 'dimensione familiare' e addio alla possibilità di trovare una giustificazione per Ringhio. Anche se erano sette anni che non vinceva uno scudetto, ed erano tanti anni che dall'Inter ne prendeva tante. Insomma, sfogo davvero incomprensibile, per un calciatore relegato dal tecnico brasiliano, la scorsa stagione, all'eterna panchina? Incomprensibile no, inaccettabile, a questo punto, sì.

Ed è inaccettabile anche per il patron dei nerazzurri, Massimo Moratti. Tempo fa si lamentò anche per il celeberrimo cartellone innalzato da Massimo Ambrosini ("Lo scudetto mettilo nel c..."): non un gran gesto, ma certo un colpo meno basso rispetto a quello sganciato da Gattuso. Così oggi Moratti stigmatizza il coro di Gennaro (e altro non potrebbe fare). "Leo ci è rimasto molto male. Non do nessun giudizio perché la cosa si commenta da sola. Una cosa che non rappresenta il Milan, ma la persona, anche se credo che il club qualcosa l'abbia già fatta per uscire da questo imbarazzo". Poi, inaspettata, una frase che suona come una mezza giustificazione per Gattuso: "Non c'è nessuna polemica, sono cose che capitano per eccesso di esaltazione", conclude Moratti. Peccato, però, che il 'grande occhio', quell'eccesso di esaltazione lo abbia ripreso. E l'eccesso verbale, a Gattuso, costerà ancora molte critiche e qualche imabarzzo.

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Commenti all'articolo

  • KING KONG

    11 Maggio 2011 - 17:05

    gattuso è un'anima pia a confronto di Leonardo

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  • guga

    11 Maggio 2011 - 15:03

    La giudico una cavolata, detta in quell'ambiente, mentre rompere la faccia a un avversario è un fatto grave. Anima candida.... saluti

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  • dontfeedtheboss

    11 Maggio 2011 - 14:02

    il problema non è tanto della cafoneria di Gattuso, quanto il fatto che "il grande fratello" o abbia ritratto per cio' che è. Un po' come quando Berlusconi dice che il problema non sono i crimini che commette, ma i pm che se ne accorgono.

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  • KING KONG

    11 Maggio 2011 - 10:10

    difendete un giocatore così ottuso? difendete un gesto così ignobile? siete della stessa risma non c'è dubbio.......ottusi

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